Attività didattiche

Unione Europea, fra complessità e creatività

Come far appassionare gli studenti a questi temi? Come farli comprendere? Quali sono oggi i punti di forza e di debolezza di questo soggetto? Per rispondere a queste domande ho deciso di utilizzare un articolo, uno schema sempre efficace e un gioco.

Come dice Sabino Cassese, eminente giurista e studioso capace di una visione complessa e fiduciosa, cosa non da poco in questi tempi confusi, se prima l’Inghilterra stava metà dentro e metà fuori, poi sarà metà fuori e metà dentro. Riprendo questa sua lucida intervista per fare uno schema della situazione attuale. L’elencazione numerica aiuta a schematizzare i punti di forza, quelli di debolezza e le contraddizioni.

 1 L’Unione è stata frutto di un lavoro di élites nazionali illuminate. Le grandi masse, le basi dei partiti, non vi hanno contribuito.   Ora che l’Unione divide, l’Unione diventa popolare, acquista legittimazione.

2 Il principale indicatore del successo europeo sta nell’assenza di guerre dalla seconda metà del secolo scorso, in Europa. Nel mezzo secolo precedente ci sono state due guerre mondiali, poco meno di 60 milioni di morti e circa 76 milioni di feriti, oltre alle ingenti distruzioni.

3 La forza aggregatrice: partita da sei Paesi, Belgio, Francia, Germania occidentale, Italia, Lussemburgo, Olanda, comprende ora 28 Stati, presto destinati a diventare 27 con l’uscita del Regno Unito.

  4    La velocità con la quale l’unione è stata realizzata: solo mezzo secolo.

  5 La progressione degli ambiti di competenza. Nel 1951-1952 erano solo il carbone e l’acciaio; fra il 1993 e il 2009 è nata l’Unione europea, che opera in campi come quello dell’economia, della giustizia, degli affari interni, della politica estera e della sicurezza.

All’interno

 6      L’Unione si presenta come un insieme di ordini legali senza una propria piena legittimazione. Delle due parti dell’Unione, la componente intergovernativa ha solo una legittimazione indiretta: il Consiglio prende decisioni per l’intera Unione, mentre i suoi membri (in particolare, quelli più forti, gli Stati creditori) hanno una legittimazione esclusivamente nazionale e operano senza il controllo del Parlamento e della Corte di giustizia.

Quindi

È sottoposta a continue tensioni tra sovranità europea e garanzia delle identità nazionali. Rappresenta l’esigenza di far parlare i Paesi europei con una unica voce  ma non riesce a formulare una politica estera comune, né a stabilire comuni linee di azione rispetto alle politiche migratorie.

Due ulteriori fattori di crisi

7    La decisione del Regno Unito (definito una volta «la nurse dell’Europa») di abbandonare l’Unione (BREXIT)

8      La marea montante dei populismi nazionalistici e – come si dice – «sovranisti.

MA questi ulteriori sviluppi vanno considerati in prospettiva

9    I populismi anti-europei  hanno messo l’Europa al centro dello spazio pubblico, per cui si può dire che essa non ha avuto mai tanto successo come quando è stata tanto contestata.

10    Il calcolo delle convenienze, se consiglia di allontanarsi o di contestare per alcuni motivi, suggerisce il contrario per altri. Se l’Ungheria, ad esempio, non vuole condividere il destino delle democrazie liberali e rifiuta gli immigrati, essa, tuttavia, ha bisogno dell’Unione per non cadere nella zona di influenza russa.

All’esterno

11 L’Unione in alcune aree è più unita (si pensi all’economia, agli studi universitari, agli ordini giudiziari), in altre più frammentata, e non riesce a completare l’unione bancaria e ad affrontare la crisi migratoria.

La costruzione europea è stata paragonata alla bicicletta: per non cadere bisogna continuare a pedalare.

Che aspetto avrebbe il mondo, se le dimensioni dei vari paesi fossero commisurate alla loro salute economica? Banca Mondiale, proiezioni 2015.

Questa carta illustra chiaramente il fatto che ancora oggi l’Unione europea e gli Stati Uniti d’America sono i soggetti economici più importanti al mondo; la crescente importanza di Cina ed India, indiscutibile, sebbene causa di significativi cambiamenti negli equilibri internazionali, non ha ancora scalfito questo primato. Che peso avrebbero in futuro i singoli Paesi dell’Unione se si tornasse alla situazione precedente? La cartina sottostante contribuisce a suggerire ulteriori riflessioni.


Confronto fra Comunità Europea e Stati Uniti d’America

Le sfide che gli Stati dell’Unione devono affrontare, come abbiamo visto, sono molteplici e le problematiche non sono semplici. Si parla di complessità. Cosa significa questo termine? Come si risolvono problemi complessi? Per spiegare il concetto suggerisco di utilizzare questo schema, di solito molto efficace. Iniziamo con il dire che una questione complessa è caratterizzata da molti elementi semplici, connessi fra loro da numerose connessioni verticali, orizzontali ed oblique; le relazioni possono essere di causa-effetto o di reciproca influenza (le frecce possono andare in un solo verso oppure in entrambe le direzioni). Vi è poi la variabile dell’incertezza, che io ho disegnato in rosso: sappiamo che esiste, che può interferire in modo negativo o positivo, ma non possiamo prevedere in cosa consista nè se e quando interverrà, proprio per la sua natura intrinseca! E’ quella variabile che a volte risolve imprevedibilmente una situazione, così come può farla precipitare..

Un esempio concreto che tutti gli studenti comprendono bene è la bocciatura, un evento traumatico che nessuno vorrebbe vivere, nè quindi ripetere! Supponiamo allora che il problema da affrontare sia una bocciatura. Basta dire che lo studente deve mettersi a studiare? No! Evidentemente, soprattutto se la bocciatura avviene nella scuola dell’obbligo, il problema è complesso e come tale va trattato.

Schema semplificato dell’architettura della complessità

La prima cosa importante da fare è acquisire tutte le informazioni necessarie, in modo da poter rappresentare in modo schematico ma completo la situazione del contesto. Nella vita di un giovane possiamo individuare tre ambiti importanti, che possono influire fortemente sul suo stato d’animo, sui suoi comportamenti e sulle sue decisioni: la famiglia, la scuola, gli amici. Iniziamo a descrivere allora le dinamiche che hanno creato nel tempo situazioni critiche, reazioni implosive-esplosive; come si sono influenzati a vicenda gli eventi accaduti nei tre ambiti? Mettiamo tutte le frecce opportune, indicando quando ci sono relazioni di causa-effetto e quando invece le influenze sono reciproche. I ragazzi vi aiuteranno ad immaginare una situazione tipo (divorzio, licenziamento, cambio di quartiere, cambio di scuola, cambio di professore, nuovo amico poco raccomandabile ma presente, amicizie poco stimolanti, …).

La seconda cosa da fare è quella di individuare le nostre priorità. Non esiste mai un’unica soluzione possibile; in base alla nostra scala di priorità decidiamo di intervenire facendo leva su un elemento piuttosto che su un altro. Partendo dall’esempio concreto della bocciatura, credo sia importante far capire agli studenti quali siano gli strumenti critici necessari per non farsi manipolare. Di esempi concreti se ne potrebbero fare tantissimi, basti pensare a progetti complessi come l’alta velocità, energie rinnovabili/esauribili, nucleare si/nucleare no, … Una volta acquisite e condivise tutte le informazioni, abbiamo una pluralità di soggetti con interessi diversi e priorità diverse. Quali sono allora le informazioni? Quali le mie priorità? Quali i miei obiettivi?

La terza cosa necessaria per affrontare problemi complessi..dovranno sperimentarla i ragazzi attraverso un gioco! Si tratta di unire i 9 puntini disposti sul foglio mediante una linea spezzata di soli 4 segmenti consecutivi, toccando ciascun punto una sola volta. In sostanza gli alunni dovranno disegnare una linea spezzata senza alzare mai la penna dal foglio.

gioco

Nel libro Arte di ascoltare e mondi possibili troverete maggiori delucidazioni. In sostanza si tratta di…uscire dal nostro quadrato mentale, dai nostri schemi. La terza cosa necessaria per risolvere problematiche complesse è quindi una certa dose di creatività! Se poi i soggetti implicati nella risoluzione dei problemi sono molti, con priorità ed interessi diversi, come nel caso dei Paesi EU, è di fondamentale importanza mantenere un approccio dialogico.

Consiglio di concludere il percorso svolto con gli studenti aprendo una porta sul mondo! Per ampliare il concetto di complessità suggerisco di far vedere questo video.

Quarta parte 5 di 5

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Sull'autrice

Laura Cipollini

Sono architetto, operatrice di Teatro Sociale® e docente di sostegno. Da ormai 15 anni, prima come esperta esterna ed ora come docente interna, faccio progetti inclusivi nelle classi. Nella sezione delle Attività didattiche troverai qualche spunto per affrontare le lezioni in modo diverso. Per esperienza posso assicurarti che le metodologie utilizzate sapranno coinvolgere TUTTI i tuoi studenti su qualsiasi argomento, più o meno ostico, tu voglia proporre. TUTTI senza eccezioni! Con risultati sorprendenti

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