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Tradizioni abitative in Tunisia

ECOABITARE. Materiali prodotti dagli studenti

LA TUNISIA

Una delle materie prime dell’Africa è la terre cruda, con cui sono costruite la maggior parte delle abitazioni tunisine. È un materiale che si realizza a partire dall’argilla.
Inoltre la terra cruda è un ottimo isolante termico e fa si che anche con un clima caldo, come quello della Tunisia, l’interno degli ambienti, durante la giornata, rimanga fresco e durante la notte non si raffreddi troppo.
La struttura tipica delle abitazioni tunisine è quella della casa in muratura fatta con la terra cruda di tipo mediterraneo, con i tetti a terrazzo (utilizzati nelle zone dove piove poco per raccogliere l’acqua piovana) e con la caratteristica presenza di patio interni; questi sono degli spazi vuoti su cui si affacciano le diverse stanze dell’edificio, che possono essere di forma quadrata o rettangolare, su più piani.
Il patio ha una precisa funzione termica, in grado di mitigare le sollecitazioni ambientali.

casa a patio. sud della Spagna
Il funzionamento della corte può essere descritto considerando tre fasi distinte:
La prima fase corrisponde alle ore notturne; l’aria calda sale dal contenitore costituito dalla corte,; l’aria fresca esterna penetra anche nelle diverse stanze che vi si affacciano e contribuisce al loro raffrescamento. In altre parole la corte funziona come un camino.
La seconda fase, durante le ore centrali del giorno; il sole colpisce direttamente le diverse superfici che delimitano la corte, creando zone d’ombra. L’aria che si scalda e tende a salire, generando correnti ascendenti che ventilano i diversi ambienti che si affacciano sulla corte.
La terza fase corrisponde al tardo pomeriggio, quando si hanno le temperature più alte dell’aria; in questo momento della giornata anche il pavimento della corte e l’interno della casa si riscaldano molto, generando notevoli correnti convettive che vanno verso l’esterno attraverso le aperture sulle pareti esterne.
La Ghorfa
La ghorfa è una tipologia di edificio propria dell’architettura berbera del sud della Tunisia. Si tratta di una cellula granaio a pianta rettangolare allungata, con un’unica apertura sul lato corto, che veniva usata per immagazzinare cereali e altre derrate. In questo, la funzione della ghorfa è assimilabile a quella di granai fortificati che si riscontrano in altre regioni.
La ghorfa tradizionale viene realizzata costruendo dapprima i muri verticali dei lati lunghi, sui quali, successivamente, viene sovrapposta la volta di copertura.

ghorfa tunisinaFoto credit by Sarah Murray

Per la costruzione di queste, non essendo concepibile la realizzazione di una cassaforma di legno in una regione quasi priva di alberi, si seguiva la sagoma determinata dall’accatastamento, all’interno dei muri di sostegno, di sacchi di sparto riempiti di terra; la catasta terminava con uno strato di livellamento sempre di terra; per ultimo venivano eseguite le due testate e l’intonacatura interna, spesso decorata a rilievo, con un impasto di argilla e sabbia.
Alla base della progettazione di ogni Ksar (villaggio fortificato) si trova il concetto di aggregabilità modulare della cellula-ghorfa, sia in serie indefinite sia in corpi di fabbrica predeterminati e fra loro componibili.

Immagine di presentazione Foto credit by Dasmian Entwistle

Sull'autrice

Laura Cipollini

Sono laureata in architettura e ormai da 10 anni faccio ricerca-azione nelle scuole, gli unici laboratori permanenti di cittadinanza attiva che abbiamo in Italia! Lavorando nella scuola pubblica ci si rende conto che non abbiamo bisogno di viaggiare per scoprire il mondo, il mondo è nelle nostre classi. Ciò significa affrontare quotidianamente situazioni molto più complesse rispetto al passato, sia da un punto di vista relazionale sia da un punto di vista didattico. Su questo sito desidero condividere la mia esperienza.. con l’auspicio che diventi un luogo di confronto su temi oggi relegati purtroppo nelle aule scolastiche..

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