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Tradizioni abitative in Puglia

ECOABITARE. Materiali prodotti dagli studenti.

LA PUGLIA
La regione Puglia confina a nord-ovest con il Molise, a ovest con la Campania, a sud-ovest con la Basilicata ed è bagnata dal mar Adriatico a nord-est e dal mar Ionio a sud. E’ la regione dell’Italia continentale con la più lunga estensione costiera; oltre che dal mare, i confini della regione sono segnati dal corso del fiume Fortore. La parte collinare è rappresentata prevalentemente dalle Murge, rilievi di antica formazione con quote di circa 700 m e dalle Serre Salentine. La parte pianeggiante, che costituisce circa il 53% del territorio, è formata dal Tavoliere delle Puglie, dalla Terra di Bari e dalla pianura Salentina.
I trulli
Un esempio di costruzione antica pugliese sono i trulli, famosi nel mondo per la loro caratteristica bellezza ed unicità e rappresentano uno degli esempi più straordinari di architettura popolare italiana. Risalgono all’età del bronzo, periodo in cui gli abitanti di queste terre dimostrarono una grande capacità di adattamento e una eccezionale ingegnosità, “inventando” i Trulli, case precarie costruite con la sola pietra calcarea locale. I muri dei trulli sono molto spessi per trattenere il fresco d’estate ed il caldo d’inverno. Dalla precarietà all’abitabilità: il processo di trasformazione e di recupero nel pieno rispetto dell’originalità dell’opera ha fatto conquistare ad Alberobello, in Puglia, ed ai suoi Trulli, il riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Nelle Murge sud-orientali e precisamente nella Valle d’Itria, queste costruzioni sono sparse in tutto il territorio, dal quale spiccano con le loro bianche mura e i famosi tetti a cono.

alberobelloFoto credit by Stanil Dobrev

Alberobello è universalmente conosciuta come la capitale dei trulli, ognuno con forma e dimensioni diverse. Spesso sono a costruzione unica, oppure accostati in un complesso di abitazioni comunicanti. Alcuni raggiungono i due piani. La maggior parte ha il tetto grigio a forma di cono che termina con una palla o una semisfera. L’interno, a camera unica, raccoglie nicchie per il camino, il letto e i vari arredi. Le pareti rallentano la climatizzazione interna creando una dimora fresca d’estate e accogliente d’inverno.
La costruzione di un trullo
Per costruire un trullo ci vogliono gli stessi strumenti che servono per fare un muro a secco: il martello normale e il martello a sei denti che servono per squadrare e rifinire le pietre che occorrono.
Prima bisogna scavare per trovare un terreno più solido dove mettere le fondamenta; poi si alzano i muri di pietra di forma rotonda o cubica; infine si costruisce il cono del trullo sistemando le pietre una sull’altra e restringendo sempre più gli anelli del cerchio.
Alla fine il cono si ricopre con le chiancarelle, lastre di pietra calcarea che vengono sistemate con una pendenza verso l’esterno. Grazie a questa inclinazione l’acqua della pioggia non entra nei trulli ma scorre giù. In questo modo l’acqua non filtra dentro. (Ciascuna fase, nell’elaborato consegnato, era accompagnata da un disegno esplicativo).
Finito il trullo bisogna intonacarlo all’interno (e se si vuole all’esterno) con la calce, che è igienica; un tempo si usava invece poca calce impastata con la terra rossa, che è un terreno argilloso rossastro che si trova in profondità.
Questa terra argillosa si usava anche per la parte finale del cono, sotto al pinnacolo, dove non si possono più usare le pietre perché lo spazio è troppo stretto. Adesso si usa il cemento. Alla cima del cono in genere si mette una decorazione di pietra imbiancata: il pinnacolo. Il pinnacolo non si deve mettere per forza, ma serve per abbellire il trullo. Ci sono vari tipi di pinnacoli: a stella, a forma di corna, di croce, di uccello. Ma sono pinnacoli moderni, la forma che si usava nei tempi antichi era la sfera con un disco sottostante.

pinnacoli dei trulliFoto credit by Riccardo
Questi si costruivano con gli attrezzi adatti modellando la pietra. Un trullo deve essere ristrutturato ogni 100 anni circa, perché col passar degli anni e con l’infiltrazione dell’acqua la pietra si consuma e diventa vecchia.
L’interno di un trullo

Sopra il locale centrale dei trulli è allestito un soppalco che fungeva da deposito per le derrate alimentari e in alcuni casi come stanza da letto dei bambini. Si accedeva al soppalco tramite una scala di legno.

Il bagno era composto nient’altro che da uno specchio, da un contenitore per l’acqua e da un catino in latta smaltata.
I bisogni fisici venivano fatti in giardino, in una stanza apposita.

La camera da letto matrimoniale veniva ricavata in una delle alcove (cupole circondanti il cono pricipale) del trullo. Il letto matrimoniale era in ferro battuto, con il copriletto lavorato a mano dalle donne di casa.

Angolo importante per la vita famigliare del passato, all’interno di un trullo, era la cucina. (foto non pubblicabili gratuitamente)

Tradizioni abitative nei piccoli centri urbani

LocorotondoLocorotondo. Foto credit by Danibaptista

La maggior parte delle case ha il tetto piano perché piove poco e il clima è mitigato dal mare. I materiali più diffusi per la costruzione delle case sono il tufo, il laterizio e la terra cruda. Il tufo è usato soprattutto per le rifiniture esterne dei balconi o dei cancelli. In alcune aree prevale la pietra leccese, materiale locale. Le case sono tutte attaccate e con viuzze strette lastricate in pietra.
Ostuni
Ostuni, anche nota come la città bianca, è sorta come primo nucleo cittadino in cima a un colle dalle pareti molto ripide, simili ad un muro. Ostuni è stata più volte colonizzata da diverse popolazioni, nel III secolo a.C. dai Romani, ma dopo la caduta dell’Impero Romano D’Oriente, Ostrogoti, Normanni e altre popolazioni si susseguirono nei secoli nella dominazione della città. La tipica conformazione di Ostuni, le sue mura, la strada principale che racchiude tutta la città, le case addossate l’una all’altra per utilizzare tutto lo spazio a disposizione, sono tutte opere realizzate nel medioevo, intorno all’anno 1000.
La caratteristica più peculiare del centro storico, che ha attribuito ad Ostuni la denominazione di Città Bianca o Città Presepe, è l’imbiancatura a calce delle case. Il bianco della città è una caratteristica che la rende riconoscibile anche da lontano e indimenticabile.

OstuniOstuni. Foto credit by Pug Girl

Perchè Ostuni è bianca?
Ostuni è particolarmente nota per il fascino che scaturisce dalla sua colorazione, infatti è altresì chiamata la “Città bianca”. Questo radioso colore, che si contrappone al verde delle campagne circostanti e all’azzurro del mare, scaturisce dall’imbiancatura a calce delle case fino ai tetti, un’usanza risalente ai tempi del Medioevo e prolungata fino ai nostri giorni. Il motivo di questa antica tradizione risiede, oltre che nella facile reperibilità della calce come materia prima, soprattutto nella necessità di assicurare alle viuzze e agli ambienti ristretti, di impianto medievale, maggiore igiene e luminosità, data dalla luce sia diretta che riflessa.
Storicamente, nel XVII sec. l’imbiancatura a calce contribuì favorevolmente ad evitare che la peste distruggesse la città. I muri di Ostuni sono robusti e fatti di terra cruda, per garantire una buona climatizzazione interna; le finestre invece, hanno medie – piccole aperture, per cercare di non fare penetrare il caldo (soprattutto d’estate).

Ostuni. calce Foto credit by Jaqueline Poggi

Immagine di presentazione: Vieste. Foto credit by Castgen

Sull'autrice

Laura Cipollini

Sono laureata in architettura e ormai da 10 anni faccio ricerca-azione nelle scuole, gli unici laboratori permanenti di cittadinanza attiva che abbiamo in Italia! Lavorando nella scuola pubblica ci si rende conto che non abbiamo bisogno di viaggiare per scoprire il mondo, il mondo è nelle nostre classi. Ciò significa affrontare quotidianamente situazioni molto più complesse rispetto al passato, sia da un punto di vista relazionale sia da un punto di vista didattico. Su questo sito desidero condividere la mia esperienza.. con l’auspicio che diventi un luogo di confronto su temi oggi relegati purtroppo nelle aule scolastiche..

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