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Tradizioni abitative in Brasile

ECOABITARE. Materiali prodotti dagli studenti.

IL BRASILE

Le case coloniali
Le case colorate in stile coloniale sono tipiche di alcune zone del Brasile, tra cui la Bahia. Hanno finestre e porte ben definite e decorate, con ringhiere in ferro battuto e tetti in tegole.

bahia, BrasileSalvador de Bahia. Foto credit by Nicolas Vollmer

I MATERIALI
Inizialmente, l’architettura coloniale utilizzò le tecniche della taipa de pilao (rudimentali costruzioni in legno), di rapida realizzazione, creata con materiali abbondanti nella colonia: argilla e legno.
Successivamente venne adottata la muratura in pietra o in adobe (mattone di terra cruda) per costruire pareti più robuste che permettessero la realizzazione di strutture più grandi munite di tetto in legno. La pietra era utilizzata negli edifici più nobili, in generale come rinforzo negli angoli dei grandi edifici e negli architravi di porte e finestre. Pochissimi edifici furono costruiti esclusivamente in pietra, un esempio tutt’ora intatto è la Casa-Forte de Garcia d’Avila in Bahia, costruita all’inizio del 1600.
Nei primi tempi, le coperture delle case erano realizzate semplicemente con paglia, come le ocas indigene. Le tegole, inizialmente utilizzate negli edifici più ricchi, si diffusero rapidamente con l’urbanizzazione del paese.
Ancora oggi ci sono alcuni centri storici di grande bellezza, Salvador de Bahia, ad esempio, conserva un affascinante centro storico, caratterizzato dalla presenza di un numero straordinario di edifici coloniali. IL centro di Bahia è stato curato e mantenuto molto bene nel corso degli anni, ed è uno dei meglio conservati di tutto il continente americano. Questo ha determinato il suo inserimento nella sua lista dei siti Unesco, Patrimonio dell’Umanità.
Le case degli Indios, nella foresta amazzonica
Nella foresta amazzonica esistono diverse tipologie abitative, tutte però caratterizzate dall’uso di materiali locali, lavorati in modo da procurare rifugi confortevoli rispetto al clima.

foresta amazzonicaFoto credit by Lubasi

Molta parte delle attività sono svolte all’aperto. Per avere un’idea di come si sono organizzate le popolazioni amazzoniche prenderemo ad esempio il popolo Yanomami.
Un villaggio Yanomami è circondato da una giungla impenetrabile,
completamente isolato per centinaia di chilometri. E’ una piccola oasi di vita umana, formato da una specie di capanna semicircolare con tetti a spiovente, lo Shabono.
Ciascun tetto declina verso l’esterno ed è costituito da un’intelaiatura di stecche ricoperte di larghe foglie. Questo sistema assicura protezione dalle abbondanti piogge e procura ombra. Gli Indios vanno sempre in giro nudi ma si adornano di splendide piume.
Tra i pali di sostegno gli indios stendono le loro amache ed ogni famiglia vive in un settore del tetto dove ha il suo focolare e le sue suppellettili.
La tessitura delle amache, la raccolta e la filatura del cotone sono prerogative femminili. I bioccoli di cotone vengono contesi ai colibrì, che se ne servono per costruire il nido.
La vita intima familiare si svolge nella parte posteriore del tetto mentre la vita sociale e religiosa nella parte anteriore, sulla piazza.
Le favelas

Favela di Rocinha, Rio de Janierofoto credit by Eve Foucé

4608334369_a7598630efFoto. credit by Daniel Zanini H

Le favelas sono enormi zone degradate che si trovano in quasi tutte le maggiori cittá brasiliane. Vere e proprie baraccopoli che sorgono solitamente alle pendici dei monti e molte volte proprio accanto a quartieri lussuossi e ricchi. Vecchi mattoni, lamiere e qualsiasi cosa trovata per strada diventa subito materiale chiave per costruire precarie abitazioni che sono delle vere e proprie baracche fatiscenti senza nessun tipo di comodità e senza le piú basilari norme igienico-sanitarie che una casa deve avere. Durante i periodi di pioggia, gli abitanti devono fare i conti con l`acqua che penetra all`interno delle propie case, le quali si allagano proprio perché i materiali con cui sono costruite le favelas non riescono ad impedire l`infiltrazione delle acque piovane. Nei mesi più caldi invece, diventa una sofferenza continua sopportare il calore che si sviluppa all’interno delle lamiere usate per la costruzione.
Per migliorare le condizioni di vita delle persone che abitano in queste aree ci sono molti progetti per insegnare a costruire case in terra cruda; questa tradizione costruttiva, che si è persa, un tempo era parte della cultura locale.

 

Immagine di presentazione Foto credit by Rosino

 

Sull'autrice

Laura Cipollini

Sono laureata in architettura e ormai da 10 anni faccio ricerca-azione nelle scuole, gli unici laboratori permanenti di cittadinanza attiva che abbiamo in Italia! Lavorando nella scuola pubblica ci si rende conto che non abbiamo bisogno di viaggiare per scoprire il mondo, il mondo è nelle nostre classi. Ciò significa affrontare quotidianamente situazioni molto più complesse rispetto al passato, sia da un punto di vista relazionale sia da un punto di vista didattico. Su questo sito desidero condividere la mia esperienza.. con l’auspicio che diventi un luogo di confronto su temi oggi relegati purtroppo nelle aule scolastiche..

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