Attività didattiche

Quanto ci influenzano i luoghi che abitiamo? Un caso estremo

Allevamenti intensivi e campi di concentramento: inquietanti similitudini.

LE CITTA’ DEGLI ABITANTI. Percezione del sè, costruzione del sè,  dinamiche relazionali suggerite dai luoghi che abitiamo, competenze di cittadinanza attiva.

A CHI SI RIVOLGE: Studenti di 11-18 anni.
DOVE SI SVOLGE: presso le sedi scolastiche, nell’ambito del gruppo classe.
OBIETTIVI:

  • Imparare a riflettere sulla complessità;
  • stimolare l’intelligenza intra-personale (percezione del sè, costruzione del sè);
  • stimolare le competenze di cittadinanza attiva:
    • comunicare e comprendere;
    • collaborare e partecipare;
    • individuare collegamenti e relazioni;
    • agire in modo autonomo e responsabile;
    • acquisire ed interpretare l’informazione;
    • risolvere problemi.

METODOLOGIE: Studi di caso, metodo euristico, rielaborazione scritta personale.

AREE CURRICOLARI: Interdisciplinare, con particolare attinenza con le materie di italiano, storia, educazione civica, tecnologia (abitare).

SVOLGIMENTO

Scegli alcune immagini di allevamenti intensivi di animali e di campi di concentramento nazisti. Per reperirle i sistemi più veloci sono google, digitando il tema e scegliendo le immagini, oppure www.flikr.com, digitanto il tema nell’apposito spazio.

Questo laboratorio interattivo, come vedrai, è un esempio specifico del laboratorio  Imparare a riflettere su temi complessi.

Fase 1. Gli allevamenti intensivi. Mostra le foto di alcuni allevamenti intensivi.

  • Per prima cosa chiedi agli studenti di fare le loro osservazioni sulle strutture;
  • quindi chiedi loro di fare deduzioni sulle condizioni di vita degli animali.

Ti consiglio di utilizzare foto relative ad allevamenti di visoni, galline ovaiole e animali da macello quali maiali o agnelli. Maggiori sono le informazioni deducibili dalle foto, maggiore sarà la capacità degli studenti di inferire informazioni utili.

  • Nel caso fosse necessario, fornisci tu alcune informazioni ulteriori, in particolar modo rispetto alle caratteristiche delle strutture e alla loro organizzazione in funzione degli scopi prefissi.
  • Dopo la fase di osservazione e di acquisizione delle informazioni utili, chiedi agli studenti di fare le loro riflessioni e quindi di formulare una valutazione.

A prescindere dalle valutazioni finali, che sono soggettive, accertati che le riflessioni contemplino alcuni temi centrali quali: l’animale considerato esclusivamente in funzione della sua utilità finale per l’uomo; costi minimi indispensabili per la sua sopravvivenza in funzione del massimo guadagno; progettazione che sottende una sospensione della morale.

Fase 2. I campi di concentramento. Mostra agli studenti le foto dei campi di concentramento senza anticipare che si sta cambiando soggetto,  e chiedi loro di cosa si tratta. La somiglianza impressionante di queste strutture, si vedano in particolare le foto di Birkenau, con gli allevamenti intensivi già osservati confonderà molti studenti; minore è la loro età maggiore sarà l’effetto dirompente della sorpresa quando dirai loro che cosa stanno osservando.

  • Una volta svelato il nuovo soggetto, chiedi loro di esaminare attentamente le strutture, dai loro informazioni..insomma, si ripeterà quanto fatto per gli allevamenti intensivi. Anche in questo caso, se fosse necessario, fornisci  alcune informazioni ulteriori rispetto alle caratteristiche delle strutture e alla loro organizzazione rispetto agli scopi prefissi.
  • Ora puoi dire loro che i temi indagati in questa attività riguardano i luoghi che abitiamo: quanto influiscono sul nostro modo di essere? Sul nostro modo di porci verso il nostro futuro? Verso gli altri? Certo, questo è un caso estremo, ma può aiutarci a capire di cosa stiamo parlando.
  • Guida le riflessioni degli studenti verso alcuni temi centrali, che possono essere così sintetizzati: quali relazioni esistono fra i campi di concentramento e
    • la percezione del sè;
    • la costruzione della propria identità;
    • la percezione del proprio futuro;
    • la percezione della capacità di poter incidere sul proprio futuro;
    • il senso di appartenenza al gruppo e il tipo di dinamiche relazionali innescate;
    • l’atteggiamento solidale.

Le domande saranno del tipo: secondo voi i campi di concentramento che tipo di messaggi comunicavano agli esseri umani che erano costretti ad abitarli? Che tipo di  relazioni sollecitavano fra gli esseri umani? Se gli studenti provano a immaginarsi in un contesto di questo tipo, come credono che si sentirebbero? Che tipo di reazioni potrebbero avere nel breve periodo? E nel lungo periodo? Chiedi di dettagliare. Naturalmente maggiori saranno le foto che avrai messo a loro disposizione, maggiore sarà il grado di immedesimazione possibile, e quindi la profondità dell’introspezione e delle riflessioni. Potresti far vedere loro anche un film sul tema, in cui emergano con evidenza sia le condizioni di vita materiali sia la pluralità di dinamiche relazionali indotte da un contesto abitativo così estremo. Considerando la complessità del tema e l’impossibilità di immedesimarsi totalmente (per fortuna!) nelle condizioni di vita degli internati, suggerisco la lettura di alcuni brani tratti da libri di persone sopravvissute ai campi di concentramento; per aiutare gli studenti nei loro ragionamenti sarà molto utile infatti conoscere le riflessioni che queste persone ci hanno tramandato  sulla percezione del sè indotta dall’abitare in quei luoghi e in quel contesto generale. Per mia esperienza, sono ideali alcuni brani tratti dal libro “Se questo è un uomo” di Primo Levi. Se vuoi velocizzare la preparazione di questa lezione, nel libro La scuola delle opportunità  troverai tutto dettagliato, anche i brani scelti ad hoc.

Fase 3. La fase tre, se intendi mettere a disposizione 2 ore, può essere completamente demandata al compito che gli studenti dovranno svolgere  a casa.

Gli studenti dovranno infatti fare le loro riflessioni e valutazioni finali rispetto ai temi centrali dell’attività didattica, mettendo in relazione i due casi analizzati.

UNITÀ DIDATTICA MINIMA:

  • 2 ore in aula
  • rielaborazione scritta a casa

POSSIBILI APPROFONDIMENTI

  • Il concetto di confine (filo spinato, strada, ferrovia, muro, cartello stradale, ecc.) in relazione al significato dell’abitare, al senso di appartenenza ai luoghi che abitiamo ed alla comunità di cui  siamo parte; di conseguenza il concetto di confine rispetto alla percezione del sè.
  • Relazioni fra allevamenti intensivi e campi di concentramento. A questo proposito suggerisco la lettura del libro di C. Patterson, Un’eterna Treblinka. Il libro è esaurito, ma potrai reperirlo in biblioteca.
  • Storia recente e nuovi campi di concentramento
  • Le nuove guerre e l’annientamento identitario come strumento di aggressione.

NOTE. Come già anticipato, nel libro La scuola delle opportunità,  puoi trovare una descrizione ragionata di questo laboratorio, con le foto più significative da me scelte, le riflessioni e i suggerimenti in base alla mia esperienza.

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Foto credit by Marco

Sull'autrice

Laura Cipollini

Sono laureata in architettura e ormai da 10 anni faccio ricerca-azione nelle scuole, gli unici laboratori permanenti di cittadinanza attiva che abbiamo in Italia! Lavorando nella scuola pubblica ci si rende conto che non abbiamo bisogno di viaggiare per scoprire il mondo, il mondo è nelle nostre classi. Ciò significa affrontare quotidianamente situazioni molto più complesse rispetto al passato, sia da un punto di vista relazionale sia da un punto di vista didattico. Su questo sito desidero condividere la mia esperienza.. con l’auspicio che diventi un luogo di confronto su temi oggi relegati purtroppo nelle aule scolastiche..

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