Libri

Mariama Bâ. L’amore in Senegal, uno sguardo critico

Cosa significa per una donna vivere in una società poligamica? Quali sono le dinamiche che si creano all’interno dei nuclei familiari? Che ruolo gioca la donna nel rinnovare usi, costumi e tradizioni secolari? Quali sono le poste in gioco? Cosa significa, in questo contesto, rendersi autonome?
Ho scoperto Mariama Bâ grazie a un amico senegalese che vende libri per strada. “Questo ti piace di sicuro. E’ di una scrittrice brava e non è piccolo”..si, perchè non mi va di spendere 7-10 euro per un libro che leggo mentre si scalda l’acqua per la pasta! E lui lo sa.
Ecco quindi il primo libro, ultimo in ordine di stampa, pubblicato postumo. La sposa bianca di Ousmane
E’ la storia di un matrimonio misto, lui senegalese di umili origini ma assai intelligente e ambizioso, lei figlia di una famiglia francese di alto rango, cresciuta in Senegal nel mondo dei bianchi. Si conoscono sui banchi di scuola e si innamorano. Il romanzo è ambientato in un periodo storico in cui maturano grandi fermenti, quelli che sfoceranno nelle contestazioni studentesche di tutto il mondo e, nell’ Africa coloniale, nelle lotte per l’indipendenza.
Nel seguire le vicende dei due giovani, Mariama Bâ ci restituisce uno spaccato sociale di grande interesse; la scrittura coinvolgente e la complessità psicologica dei personaggi ci accompagnano nelle loro scelte, in un crescendo di tensione fra cornici culturali radicate e libero arbitrio. Saranno abbastanza forti?

Dopo questa lettura sono tornata dall’amico per chiedere anche l’altro romanzo, il primo che Mariama Bâ ha scritto, quello che l’ha fatta conoscere al mondo. Amica mia
Si tratta di una raccolta di lettere che il soggetto narrante, donna, scrive ad un’amica carissima le cui scelte di vita hanno allontanato ormai da anni dal Senegal. E’ un dialogo immaginario fra due donne che, pur avendo gli stessi valori, hanno fatto scelte diverse. Ed è attraverso questo dialogo che la scrittrice ripercorre la loro vita, guidandoci con sensibilità nella società senegalese in cui lei è cresciuta.
Questi due romanzi, gli unici pubblicati da Mariama Bâ, purtroppo (!!!), oltre ad avere il pregio di farsi leggere in un fiato, hanno la capacità di suggerire riflessioni ancora oggi di grande attualità. Sebbene infatti le storie siano ambientate in un tempo tutto sommato lontano, le cornici culturali descritte sono ancora oggi quelle che strutturano buona parte della popolazione del suo paese, specialmente se usciamo dalle grandi città come Dakar.
Sarebbe interessante far leggere questi due libri anche agli studenti, in particolare Amica mia alle studentesse che provengono da quel paese. Si ritrovano nelle dinamiche sociali descritte dall’autrice? Cosa è cambiato da allora? Ci sono differenze fra i nuclei famigliari urbani e rurali? Cosa cambia se la donna studia e si rende autonoma economicamente? Ci sono ancora le caste? In entrambi i libri la poligamia viene presentata come una condizione di forte sofferenza per la donna, tanto che le co-mogli si chiamano anche rivali. Oggi cosa ne pensano loro? E le loro madri?

Nel libro La sposa bianca di Ousmane avevo attribuito buona parte delle dinamiche che si scatenano nel corso della storia al fatto che si trattasse di una coppia con cornici culturali assai diverse, per di più in un tempo storico in cui le coppie miste erano una novità, con tutto ciò che ne consegue.
Amica mia è stato forse di maggior impatto perchè non ci sono “complicazioni” esogene. Sono le riflessioni di una donna senegalese sulla sua cultura di appartenenza. Si tratta di un libro di sole 120 pagine, ma è molto denso. Sebbene, da italiana, abbia le mie idee sulla poligamia, pensavo che, laddove fosse istituzionalizzata da secoli, la percezione fosse diversa. Nei racconti di alcuni amici senegalesi a proposito della loro infanzia, in effetti, si evidenziava una situazione di malessere sia per le co-mogli che per i loro figli, costantemente “utilizzati” come strumenti per affermare il dominio della madre in virtù delle maggiori attenzioni riservate dal maschio dominante. Ciò nonostante la poligamia continua ad essere un’opzione praticata, anche nel nostro paese, dove, non potendo essere istituzionalizzata, si è felicemente ibridata con una prassi che appartiene alla cultura italiana: le relazioni nascoste! Se le donne lo consentono sulla loro pelle, che diritto ho io di sindacare?
Mariama Bâ, con sincera compassione per le donne che si rendono complici nel perpetuare il sistema, illumina con sguardo sofferto una consuetudine a cui le donne possono sottrarsi solo istruendosi e rendendosi autonome.
Sicuramente non ho tutte le conoscenze necessarie per poter fare una valutazione personale, e sicuramente il taglio dato dalla scrittrice è consapevole e voluto, ma la mia sensazione è che si tratti di un tema che anche in Italia, dove non c’è la poligamia istituzionalizzata, le donne conoscono molto bene..La mia sensazione, cioè, è che in questo caso prima di parlare di cornici culturali occorra parlare di emancipazione della donna.

Per leggere un’intervista all’autrice http://www.paolapastacaldi.it/document.php?DocumentID=624

Leggi Mariama Bâ e poi lascia il tuo commento!

Sull'autrice

Laura Cipollini

Sono architetto, operatrice di Teatro Sociale® e docente di sostegno. Da ormai 15 anni, prima come esperta esterna ed ora come docente interna, faccio progetti inclusivi nelle classi. Nella sezione delle Attività didattiche troverai qualche spunto per affrontare le lezioni in modo diverso. Per esperienza posso assicurarti che le metodologie utilizzate sapranno coinvolgere TUTTI i tuoi studenti su qualsiasi argomento, più o meno ostico, tu voglia proporre. TUTTI senza eccezioni! Con risultati sorprendenti

Commenti

  • stesso approccio in spiaggia con me, ragazzo senegalese venditore di libri “sono sicuro che questo libro di piacerà. Parla di una femminista”. Nella edizione che ho acquistato, “Amica mia” si intitola “Una così lunga lettera”. Folgorata. Ho passato il resto della vacanza a rincorrere il ragazzo dei libri finché sono riuscita ad acquistare anche “La ragazza di Louga”. E’ vero. Meraviglia per come ci si identifica con la protagonista nonostante tempi, luoghi, cultura diverse (ma donne). “Una così lunga lettera” lo sto proponendo in lettura condivisa a un piccolo gruppo donne utenti psichiatriche che seguo.

  • stesso approccio in spiaggia con me, ragazzo senegalese venditore di libri “sono sicuro che questo libro ti piacerà. Parla di una femminista”. Nella edizione che ho acquistato, “Amica mia” si intitola “Una così lunga lettera”. Folgorata. Ho passato il resto della vacanza a rincorrere il ragazzo dei libri finché sono riuscita ad acquistare anche “La ragazza di Louga”. E’ vero. Meraviglia per come ci si identifica con la protagonista nonostante tempi, luoghi, cultura diverse (ma donne). “Una così lunga lettera” lo sto proponendo in lettura condivisa a un piccolo gruppo donne utenti psichiatriche che seguo.

Lascia un commento