A tutto campo! Attività didattiche

L’identità europea

L’Europa è un continente dal punto di vista geologico? No, ma lo è per motivi storico-culturali. Consiglio di preparare un power-point con una serie di foto e schemi interpretativi che aiutino gli studenti a capire, attraverso esempi concreti, i concetti che si andranno ad affrontare. Qui di seguito ne metterò alcune a titolo esemplificativo.

Una storia condivisa. In tutti i paesi della Comunità Europea esistono tracce tangibili che testimoniano un passato di incontri, scontri e scambi che hanno contribuito a formare un’identità condivisa; da quando il Mar Mediterraneo era un’autostrada che ha consentito a tutti i popoli che vi si affacciavano di contaminarsi, mescolarsi e strutturarsi sino ad oggi, parliamo di un’identità in continua trasformazione. A titolo esemplificativo ho scelto due fasi storiche che hanno visto l’Italia giocare un ruolo di primo piano nel panorama europeo, sotto il profilo politico e culturale: l’epoca dell’Impero romano, l’Italia rinascimentale e la sua eredità architettonica.

La concezione della vita e della felicità. Se fossimo nati in un villaggio africano o in una megalopoli sudamericana penseremmo e agiremmo come pensiamo ed agiamo ora? Suggerisco di fare un paragone esemplare fra due culture molto distanti fra loro, quella caratteristica delle popolazioni che abitano nella fascia equatoriale africana, definita Cultura dell’abbondanza da alcuni antropologi, e la cultura tipica delle popolazioni che abitano in contesti naturali più difficili come i Paesi della Comunità Europea, per motivi climatici in primis, geologici in secondo luogo.

I contesti territoriali influiscono profondamente sulle concezioni della vita dei popoli che vi abitano. L’atteggiamento rispetto al proprio quotidiano e la programmazione a medio o lungo termine, ad esempio, sono strettamente legati alla presenza più o meno abbondante di cibo. Se ce n’è in abbondanza non si avrà la necessità di programmare, tutto è a disposizione nel momento in cui se ne ha bisogno. Quando invece l’agricoltura ha ritmi più dilatati, come nella Comunità Europea, dove il ciclo è annuale e dove ci sono vaste aree geografiche con un’agricoltura di sussistenza, la programmazione a medio-lungo termine è una necessità per la sopravvivenza. Questo differente approccio ha effetti significativi, credo, anche sulle dinamiche di relazione. Nel primo caso, infatti, c’è una disposizione all’aiuto e al dono che definirei quasi totale: dove regna l’abbondanza, se tu chiedi ti sarà dato. Non c’è il timore di privarsi di un bene necessario perchè domani, se avrai bisogno tu, qualcuno ti aiuterà. Dove invece vi è penuria di beni si è rafforzato un atteggiamento più individualista. Un esempio paradigmatico, che gli studenti italiani comprendono molto bene grazie alle barzellette e alle battute che gli stessi ironici abitanti raccontano su di sè, è quello ligure. Il territorio si presenta come una lingua di pianura su cui affacciano le montagne; i bellissimi terrazzamenti che caratterizzano ancora oggi il paesaggio testimoniano il carattere tenace e combattivo di persone che con grandi fatiche hanno sottratto la terra ai boschi per dar vita ad un’agricoltura comunque di sussistenza. Basti pensare che molti cibi tipici di questa regione sono a base di farina di castagne o di ceci. Il grano non era un prodotto autoctono ed era troppo costoso.

Liguria

Il modo in cui rappresentiamo il mondo. Anche in questo caso suggerisco un esempio. A partire dal Rinascimento, quando gli artisti italiani inventarono la prospettiva, tutti noi, sin da piccoli, rappresentiamo  il mondo che ci circonda in base alla lontananza degli oggetti rispetto al nostro punto di vista: indipendentemente dalla conoscenza della regola, gli oggetti più vicini saranno disegnati più grandi, quelli lontani più piccoli.

Paesaggio di Van Gogh
Paesaggio di Hokusai

Se fossimo nati in Giappone, invece, non daremmo per scontata questa interpretazione. Nella cultura artistica tradizionale di questo Paese, infatti, la rappresentazione più o meno grande di persone e oggetti è legata al valore emotivo che l’artista attribuisce loro, alla sua personale percezione.

Il gusto e la tradizione artistica.  Se fossimo nati in un villaggio della savana africana avremmo lo stesso senso estetico? Probabilmente no! La cultura europea ha ereditato il concetto di bellezza da quello dell’antica Grecia.

Nel periodo classico si assiste alla ricerca della perfezione, cioè di una bellezza ideale che pone al centro i principi di armonia, simmetria ed equilibrio.

Brad Pitt può non piacere, ma è considerato da tutti un bell’uomo. Sebbene il funzionamento del cervello umano sia ancora un mistero per gli studiosi, le neuroscienze stanno facendo passi da gigante ed uno dei temi indagati è proprio legato ai meccanismi neuronali implicati nel riconoscimento della bellezza. Ad oggi possiamo dire che la simmetria e l’armonia del corpo umano sono elementi significativi di tale percezione. Significativi ma non unici! Basta osservare infatti una foto di Freddy Mercury per capirlo; la sua dentatura, causa di soprannomi e di prese in giro quando andava a scuola, non dava sicuramente armonia al volto..eppure il talento, la personalità e il carisma gli hanno garantito un potere attrattivo senza pari! Questo esempio, forse scontato, per ricordarci sempre che siamo esseri complessi.

L’avvento di alcuni artisti, Picasso fra i primi, ha inoltre introdotto nella cultura europea, ed occidentale in generale, altri modelli estetici ed altri criteri di valutazione della bellezza.

Picasso. Particolare del quadro Les Demoiselles d’Avignon e maschera del popolo Pende (Congo)

A proposito di gusto e di senso estetico, mi sembra importante citare una sociologa marocchina tradotta anche in italiano, Fatema Mernissi. La studiosa, in uno dei suoi libri, esprime le sue considerazioni sulla prigione delle donne occidentali: la taglia 42. La Mernissi, cresciuta senza aver mai comprato un abito confezionato, afferma di aver appreso di essere grassa quando per la prima volta, ormai donna adulta, è entrata in un negozio occidentale per comprare un vestito. La rivelazione è giunta tramite lo sguardo e le parole della commessa.

Una volta chiarito che, per motivi di salute, è meglio non essere troppo appesantiti, queste tre immagini sono la sintesi perfetta della nostra società. A sinistra abbiamo il modello dominante sui media, la famigerata taglia 42; al centro una donna che sa valorizzare la sua persona, indipendentemente dal modello sociale; a destra la stessa donna, potenzialmente come la splendida donna al centro, che si guarda attraverso le lenti del modello dominante. Ho scelto appositamente una foto che ritrae una parte (la ciccia) per il tutto (la donna).

Le concezioni religiose. Probabilmente avrei dovuto mettere questo paragrafo per primo, tanto influenza l’identità di un popolo, a partire dalle abitudini culinarie quotidiane e quindi del patrimonio identitario legato al cibo. Queste concezioni sono così importanti, per alimentare e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità, che nel corso della storia la religione è sempre stata (ed è ancora oggi) un ottimo veicolo per manipolare le masse allo scopo di conquistare potere e/o denaro. Su questo tema si possono fare interessantissime divagazioni, più o meno approfondite in base all’età degli studenti ed al tempo che si vuole dedicare a questa attività. Qui restiamo ad un livello base con due tipologie di esempi, comprensibili anche per gli alunni più piccoli.


Mucca sacra in India

Primo esempio: dove sarebbe potuto nascere il prosciutto di Parma, se non in un Paese cattolico dove “del maiale non si butta via niente”? Altre culture, come quella musulmana, ebraica o induista, solo per citarne alcune, ci suggeriscono ulteriori riflessioni.

Secondo esempio: oggi, nella società occidentale, si lamenta l’eccessivo peso attribuito al denaro nella valutazione della propria felicità e della riuscita personale; molti avvertono la necessità di modificare la scala di valori che si cela dietro questi concetti. Perchè, fino agli anni ’70 del secolo scorso, ci si rivolgeva ai Professori pronunciando la P maiuscola, come dice mia madre, ed oggi invece sono trattati come dei poverini? L’istruzione rende l’uomo libero, ieri come oggi; nulla è cambiato da allora sotto questo profilo. Non si può negare che il loro scarso guadagno economico abbia un ruolo centrale in questo cambiamento di posizione nella scala sociale. Dobbiamo allora ricordare che il modello culturale americano, modello dominante nelle società occidentali a partire dagli anni ’50 del secolo scorso, poggia le sue solide basi sulle concezioni religiose di quei migranti europei che, perseguitati a causa del loro credo protestante, scapparono dal cuore di un’Europa per loro pericolosa. La componente di migranti puritani, in particolare, ha indubbiamente avuto un ruolo determinante nell’affermarsi di questa visione; secondo questa religione, infatti, il profitto è segno terreno della grazia divina. Ciò significa che il successo lavorativo, anche e soprattutto in termini economici, dimostra al calvinista che Dio è con lui, che egli è l’eletto. Questo fattore religioso e culturale, che sostiene un modo di pensare oggi criticato da molti, difficilmente potrà essere eliminato, dal momento che costituisce un forte elemento identitario della società americana e che la cultura americana, dal dopo-guerra in poi, ha permeato e si è mescolata alla nostra attraverso film, telefilm e mode. Persino nei giochi che fanno i ragazzi al computer, come ad esempio Fortnite, “se non compri e accumuli sei un giocatore sfigato”, come ha commentato uno studente.

Le concezioni filosofiche.  Su questo argomento potremmo divagare a lungo. In base all’età degli studenti ed al tipo di scuola potranno essere scelti i temi e i gradi di approfondimento, a partire dalla concezione lineare o ciclica del tempo.

Al termine di questo escursus, dovrebbe essere molto chiaro agli studenti che esiste un’identità collettiva europea , quella che ci consente di comunicare con i cittadini della Comunità europea dando per scontati concetti e riferimenti (la cultura ipercodificata condivisa) che scontati non sono affatto!

Seconda parte 3 di 5

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Quarta parte 5 di 5

Sull'autrice

Laura Cipollini

Sono architetto, operatrice di Teatro Sociale® e docente di sostegno. Da ormai 15 anni, prima come esperta esterna ed ora come docente interna, faccio progetti inclusivi nelle classi. Nella sezione delle Attività didattiche troverai qualche spunto per affrontare le lezioni in modo diverso. Per esperienza posso assicurarti che le metodologie utilizzate sapranno coinvolgere TUTTI i tuoi studenti su qualsiasi argomento, più o meno ostico, tu voglia proporre. TUTTI senza eccezioni! Con risultati sorprendenti

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