Attività didattiche

La toponomastica, gli stradari e le nostre cornici culturali

LE CITTA’ DEGLI ABITANTI. Metacomunicazione della toponomastica.

A CHI SI RIVOLGE: Studenti di 8-14 anni

DOVE SI SVOLGE:  In aula, nell’ambito del gruppo classe

OBIETTIVI:

  • Imparare ad ascoltare attivamente il territorio;
  • imparare a riflettere insieme sulla complessità;
  • rafforzare il senso di appartenenza ai luoghi che abitiamo;
  • rafforzare l’identità dei luoghi che abitiamo;
  • stimolare le competenze di cittadinanza attiva:
    • comunicare e comprendere;
    • collaborare e partecipare;
    • individuare collegamenti e relazioni;
    • agire in modo autonomo e responsabile;
    • acquisire ed interpretare l’informazione.

METODOLOGIE: Metodo euristico, action maze.

AREE CURRICOLARI: Interdisciplinare, con particolare attinenza con le materie di italiano, storia, educazione civica.

SVOLGIMENTO

Ha un nome il quartiere o l’area in cui abitano gli studenti? Quale? Da cosa deriva? In che via abitano? Chiedi agli studenti di fare una ricerca sul nome della propria via, quartiere o area di residenza. Fai una breve rassegna in classe e decidi, anche in base ai “doppioni”, le ricerche da assegnare. Se è una persona, chi era? Se è un aggettivo, perchè è stato scelto? Se è una data, cosa ci ricorda? Agli studenti di origini straniere chiedi di fare una ricerca anche sul nome della via in cui abitavano loro o i genitori nel paese di origine. Nell’incontro successivo dovranno riferire alla classe le loro scoperte. Sarà durante questa condivisione di informazioni che suggerirai alcune riflessioni sulla complessità identitaria espressa attraverso la scelta dei nomi. Personaggi locali? Nazionali? Internazionali? Importanti perchè? Nomi che raccontano episodi significativi? Perchè significativi? Per chi? Nomi che descrivono il contesto naturale? Cosa ci raccontano quei nomi o aggettivi? Ci parlano del clima? Della vegetazione? E queste informazioni cosa ci comunicano? Ci parlano di luoghi e realtà ormai scomparse? Perchè è importante ricordarsene? E perchè alcuni nomi di vie estere a noi non dicono nulla?  Cosa ricordano invece agli abitanti che le percorrono?

UNITÀ DIDATTICA MINIMA

  • Ricerca a casa.
  • Condivisione delle ricerche e riflessioni sulla nostra e altrui complessità identitaria. 2 ore.

POSSIBILI APPROFONDIMENTI

Riflessione scritta sulla metacomunicazione della toponomastica e degli stradari.

NOTE: Nel libro La scuola delle opportunità puoi trovare alcuni esempi. La foto pubblicata con questo post, solo per farne uno, si riferisce alla via Tedesca nel quartiere storico di S.Angelo, cuore di Perugia. La via prende il nome dalla comunità tedesca che vi si stabilì  dopo l’invenzione della stampa, quando venne diffusa in tutta Europa da artigiani specializzati. Il nome della via, quindi, non è solo una traccia fisica della storia di Perugia, ma comunica  ai cittadini che abitano in città da generazioni possibili radici straniere. A testimonianza di culture urbane mai chiuse in se stesse, e anzi da sempre attraversate e contaminate da culture diverse.

 

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Sull'autrice

Laura Cipollini

Sono laureata in architettura e ormai da 10 anni faccio ricerca-azione nelle scuole, gli unici laboratori permanenti di cittadinanza attiva che abbiamo in Italia! Lavorando nella scuola pubblica ci si rende conto che non abbiamo bisogno di viaggiare per scoprire il mondo, il mondo è nelle nostre classi. Ciò significa affrontare quotidianamente situazioni molto più complesse rispetto al passato, sia da un punto di vista relazionale sia da un punto di vista didattico. Su questo sito desidero condividere la mia esperienza.. con l’auspicio che diventi un luogo di confronto su temi oggi relegati purtroppo nelle aule scolastiche..

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