Attività didattiche

La comunità degli abitanti

LE CITTA’ DEGLI ABITANTI. Qualità dell’abitare, competenze di cittadinanza attiva.

A CHI SI RIVOLGE: Studenti di 7-18 anni.

DOVE SI SVOLGE: In aula, nell’ambito del gruppo classe.

OBIETTIVI:

  • Imparare a riflettere insieme sulla complessità;
  • stimolare l’intelligenza intrapersonale, interpersonale e sociale;
  • stimolare la creatività;
  • stimolare le competenze di cittadinanza attiva:
    • comunicare e comprendere;
    • collaborare e partecipare;
    • individuare collegamenti e relazioni;
    • agire in modo autonomo e responsabile;
    • acquisire ed interpretare l’informazione;
    • risolvere problemi.

METODOLOGIE: metodo euristico, rielaborazione scritta, grafica, fotografica o video.

AREE CURRICOLARI: Interdisciplinare, con particolare attinenza con le materie di italiano, storia, educazione civica, educazione artistica e altre materie in base al tema scelto.

SVOLGIMENTO

Per prima cosa definisci insieme agli studenti cosa si intende per comunità degli abitanti. Inizia chiedendo cosa viene loro in mente se pronunci la parola città o paese (a seconda di dove abitano). Qualcuno farà riferimento alla realtà fisica, altri agli abitanti. Spiega loro che questa duplicità di riferimenti esprime proprio il legame fortissimo esistente fra i due: gli abitanti costruiscono i luoghi in cui abitare e i luoghi in cui abitano dovrebbero quindi permettere a tutti di vivere bene. Ma è sempre così? Chiedi agli studenti di disegnare su un foglio da disegno, che servirà loro per tutto il laboratorio, un grande cerchio. Questo cerchio rappresenta la comunità degli abitanti. Spiega quindi loro che adesso cercherete di scoprire chi sono questi abitanti, che desideri hanno, quali sono le loro aspettative rispetto al luogo in cui vivono, quali sono i luoghi che frequentano o che vorrebbero frequentare, di cosa hanno bisogno per stare bene. La comunità degli abitanti verrà divisa in gruppi a seconda di alcuni criteri. Spiegate che si tratta di una rappresentazione schematica che ci aiuta a capire. Mano a mano che si confronteranno con ciascun sottoinsieme si accorgeranno che ognuno di loro appartiene a tutti i sottoinsiemi (meno uno!) e capiranno in che modo vi fanno parte. Il grande cerchio, quindi, si arricchirà del disegno dei sottoinsiemi in concomitanza con la trattazione dei temi.

schhema comunità degli abitanti

Consiglio di iniziare con la comunità degli abitanti divisa in base all’età. Essendo un tema molto vicino all’immaginario degli studenti, esso permette di farli entrare nella logica del laboratorio. Gli studenti vivono la stessa città della loro nonna? Del loro vicino di casa? Amano fare le stesse cose? Frequentano gli stessi luoghi? Hanno le stesse possibilità di spostamento? Si muovono con gli stessi mezzi? Hanno le stesse difficoltà? La stessa autonomia? Gli stessi desideri? Gli stessi bisogni?

La comunità degli abitanti viene suddivisa in 10 sottoinsiemi rispetto a diverse variabili: l’età, il genere, la cittadinanza, il capitale sociale*, lo stato lavorativo, le capacità psico–fisiche unite alla maggiore o minore corrispondenza agli standard ergonomici di progettazione, lo specifico contesto abitato, il tipo di frequentazione della città, l’appartenenza o meno a ordini religiosi e, infine, l’amata componente degli animali, che insieme all’uomo popolano il nostro territorio!

i nostri amati animali

Per ciascun sottoinsieme definisci insieme agli studenti chi sono i soggetti che ne fanno parte. Ad esempio, chi sono i bambini, i ragazzi, gli adulti e gli anziani? Una volta chiarito per tutti questo punto, procedete nella scoperta della loro città/paese, partendo dalla fascia d’età degli studenti e dalle loro esperienze personali. Alcuni sottoinsiemi ti permetteranno di affrontare, già a partire dalle stesse definizioni, alcune questioni delicate e sensibili, permettendo agli studenti l’esplorazione di mondi possibili. In base al grado di approfondimento con cui vorrai trattare gli argomenti, è possibile anche mostrare foto, video o film che stimolino le osservazioni e le riflessioni degli studenti. Sempre in questa ottica si possono chiamare in classe persone che raccontino la loro esperienza, a cui gli studenti possano rivolgere le loro domande.

UNITÀ DIDATTICA MINIMA:

  • 1 ora per ciascun sottoinsieme, per un minimo di 4 sottoinsiemi.
  • Rielaborazione a casa, individuale o a piccoli gruppi, dopo ciascun incontro: definizione dei soggetti protagonisti dei sottoinsiemi e riflessioni sulla città/paese di questi abitanti, disegni, racconti fotografici con didascalie, video con interviste o narrazioni individuali.

POSSIBILI APPROFONDIMENTI

  • Mostra guidata dagli studenti ad uso interno della scuola, per condividere insieme agli altri ragazzi il percorso fatto.
  • Mostra guidata dagli studenti rivolta alle proprie famiglie, per condividere insieme a loro il percorso fatto.
  • Camminata di quartiere per verificare la qualità della vita dei suoi abitanti rispetto ai criteri che gli studenti ora sanno riconoscere.

NOTE. Il grado di approfondimento muterà, ovviamente, a seconda dell’età degli studenti. Sempre in base a questo parametro saranno diversi anche gli elaborati richiesti. Nel libro La scuola delle opportunità potete trovare una ventina di pagine con la descrizione ragionata di tutto il percorso, le riflessioni e i suggerimenti scaturiti dalla mia esperienza per riuscire a fare lezioni divertenti ed incisive. A titolo di esempio, riporto un brano relativo al sottoinsieme degli animali in riferimento a laboratori svolti con studenti di prima media . “Questo sottoinsieme scatenerà gli studenti e vi darà l’occasione per fare una riflessione su alcune relazioni esistenti: tipo di animali presenti nella città/livello di inquinamento atmosferico, luminoso, acustico (la diminuzione dei pipistrelli, per fare un esempio); tipo di animali presenti nella città/caratteristiche della residenza (animali da cortile di piccola taglia nelle periferie più esterne o nei borghi, animali di grande taglia in campagna, da compagnia negli appartamenti); tipo di animali presenti nella città/cultura locale (ad esempio le mucche sacre indiane, anche se oggi una legge ne vieta la presenza); tipo di animali presenti nella città/senso civico della comunità urbana e dei suoi rappresentanti (presenza più o meno alta di animali randagi, presenza dei così detti “gabbiani di città” o esistenza dei cestini dei rifiuti per le loro deiezioni, almeno nei parchi, solo per fare alcuni esempi); tipo di animali presenti nella città/presenza di aree verdi di grandi dimensioni o di un contesto esterno con elevata connotazione naturale (maggiore o minor presenza di animali selvatici).
Domanda sin da subito che tipo di animali si possono trovare in città, così che, una volta individuate con chiarezza le quattro macrocategorie, sarà possibile iniziare a ragionare sui temi sopracitati. Le categorie sono: animali domestici e da compagnia, animali da cortile, animali selvatici, animali randagi.” Se ti trovi ad insegnare in una scuola di paese, è molto probabile che tu debba aggiungere una quinta categoria, gli animali d’allevamento.

*“Il concetto di capitale sociale è stato sviluppato per descrivere le risorse disponibili per gli individui attraverso la loro appartenenza alle reti presenti nelle comunità territoriali. Tali risorse fanno riferimento a quei legami che permettono di strutturare coesione e di ricevere supporto (bonding) e a quelli che invece consentono le connessioni tra gruppi diversi e l’apertura, quindi, della comunità (bridging). Szreter e Woolcock (2004) aggiungono la dimensione detta linking, intesa come il legame fra persone che interagiscono attraverso gerarchie sociali esplicite, formali o istituzionalizzate di potere o di autorità. […] Come tuttavia osserva giustamente De Piccoli (2007, p. 97 e sgg.) lo stesso termine capitale sociale rimanda a due dimensioni: una di tipo strutturale, relativa alla quantità e intensità dei legami di aggregazione, e una di tipo cognitivo, riferibile alla percezione di affidabilità, reciprocità e condivisione dei legami stessi.” Il brano è tratto da Checchi P., Marcetti C., Meringolo P., a cura di , La scuola e la città, Edizioni Polistampa, Firenze, 2010, pp. 190–191.

 

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Sull'autrice

Laura Cipollini

Sono architetto, operatrice di Teatro Sociale® e docente di sostegno. Da ormai 15 anni, prima come esperta esterna ed ora come docente interna, faccio progetti inclusivi nelle classi. Nella sezione delle Attività didattiche troverai qualche spunto per affrontare le lezioni in modo diverso. Per esperienza posso assicurarti che le metodologie utilizzate sapranno coinvolgere TUTTI i tuoi studenti su qualsiasi argomento, più o meno ostico, tu voglia proporre. TUTTI senza eccezioni! Con risultati sorprendenti

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