Attività didattiche

Identità collettiva. Se pietre e mattoni potessero parlare…

LE CITTA’ DEGLI ABITANTI. Costruzione del sè, costruzione dell’identità collettiva, trasmissione intergenerazionale del sapere.

A CHI SI RIVOLGE: Studenti 7-18

OBIETTIVI: (i primi 4 obiettivi di questa attività si rivolgono ai docenti)

  • Suggerire modalità didattiche per rendere accattivante la lettura semiotica del contesto abitativo in cui risiedono gli studenti;
  • suggerire agganci per stimolare le competenze di cittadinanza attiva in riferimento all’identità collettiva della comunità a cui appartengono gli studenti;
  • suggerire modalità per coinvolgere tutti gli studenti, indipendentemente dalle loro origini, nel racconto dell’identità collettiva locale;
  • suggerire agganci per stimolare negli studenti il senso di appartenenza alla comunità di cui fanno parte;
  • stimolare le competenze di cittadinanza attiva:
    • comunicare e comprendere;
    • collaborare e partecipare;
    • individuare collegamenti e relazioni;
    • agire in modo autonomo e responsabile;
    • acquisire ed interpretare l’informazione;
    • risolvere problemi.

METODOLOGIE: metodo euristico, action maze, rielaborazione a casa.

SVOLGIMENTO

In sintesi

Fase 1: ricerca degli studenti su temi assegnati. (L’opportunità di questa fase dipende dall’età degli studenti).

Fase 2: incontro come spiegato di seguito.

Fase 3: rielaborazione a casa. Il tema può essere di vario tipo. Ecco un paio di esempi

  • Ricerca su temi assegnati, in sostituzione o in aggiunta alla fase 1.
  • Lavoro individuale: Immagina che tre (due) persone appartenenti ad epoche diverse (una puoi essere tu) si incontrino in un luogo per loro speciale. Racconta il loro incontro e dilata la città con i loro ricordi.

E adesso entriamo nel merito!

IMMAGINIAMO che il contesto abitativo di riferimento sia una città del centro o del nord Italia che presenta tutt’oggi un centro storico con una forte connotazione medievale. La nostra lettura semiotica non potrà prescindere dall’analisi di quel periodo storico, così centrale per la costruzione dell’identità collettiva! Ho voluto specificare centro-nord Italia per motivi storici di sostanziale importanza: se consideriamo l’occidente, è  in questa area geografica, unitamente ad alcune regioni europee, che nella seconda metà del XIII secolo si assiste a quella che alcuni filosofi della scienza definiscono la seconda rivoluzione (dopo quella paleolitica) della storia umana; nasce infatti la borghesia artigiana e imprenditoriale, una classe sociale legata indissolubilmente ai contesti urbani in cui si muove; in un rapporto di scambi reciproci assai fruttuosi, questa componente sociale trasforma l’organismo urbano nel luogo delle opportunità, e la cultura urbana diventa sinonimo di autodeterminazione dei singoli e dei gruppi organizzati.
Come comunicare questo tratto fondante della cultura identitaria? Come coinvolgere studenti che provengono da tutt’altra cultura? Come attualizzare la storia antica per stimolare le competenze di cittadinanza attiva?

Io credo che nulla sia più efficace di una lettura semiotica fatta ad arte!! Rendiamo gli elementi urbani veri protagonisti della storia che raccontano! Trasformiamo pietre, mattoni, stemmi, portali, fontane, torri, giardini, palazzi…in soggetti con cui gli studenti possano interagire, con cui possano entrare in sintonia, in empatia, o comunque in dialogo. Che nessuno si senta più estraneo, ma semmai complice…o antagonista!

Per maggiori approfondimenti, commenti e riflessioni su questa attività, puoi vedere il libro La scuola delle opportunità, pp. 102-108.
Per fare un esempio desidero mostrarti alcune foto che ho utilizzato per comunicare a studenti di 9-11 anni lo spirito della città comunale, il significato degli statuti e il valore delle regole condivise.
Dagli statuti, nell’ambito di un percorso deciso insieme ai docenti curricolari, siamo poi passati ai 12 articoli fondamentali della costituzione italiana, affrontati in un’altra attività didattica.
Torniamo ora alla lettura semiotica della città medievale! L’istituto era di Perugia, quindi lo statuto è quello perugino del 1342 (Statuto del Comune e del popolo di Perugia del 1342 in volgare) e le foto si riferiscono a questa città.
Ciascuna foto costituisce un richiamo per i concetti espressi, affinché gli studenti possano visualizzare le nozioni ed intervenire con ulteriori e personali collegamenti. Coinvolgili ogni volta che ne vedi l’occasione e, come già ripetuto più volte, rendi sinestetico il tuo racconto; dal momento in cui inizieranno a percorrere i luoghi in tua compagnia, gli studenti dovranno poter sentire gli odori, vedere e toccare oggetti, ascoltare suoni e rumori..insomma, dovrai organizzare un viaggio virtuale..
Vediamo insieme alcune foto per capire cosa significhi allora trasformare il paesaggio urbano in un ipertesto!!

arco etrusco
Arco etrusco

• La città è fatta dagli abitanti, che la realizzano secondo i loro bisogni e desideri, come meglio credono a seconda delle epoche storiche, della tecnologia e dei materiali a disposizione, dei mezzi economici, degli obiettivi. Cos’è questo? L’arco etrusco! Di che materiali è fatto? Perchè? Qualcuno ha mai notato che ci sono i segni dei cardini di una grande porta? Perchè c’era una porta?
• La presenza di un manufatto antico, recuperato nella configurazione urbana successiva come elemento centrale (una delle porte urbane), ti da l’opportunità di mostrare agli studenti che la città fisica è un testimone eloquente della stratificazione delle culture che si sono succedute sul territorio che abitano.
• La porta della città vi permette di affrontare un tema cruciale: il confine, l’appartenenza. Cosa significava allora essere cittadini? C’erano dei diritti? Quali? Doveri? Quali? E cosa significava, per contro, non essere cittadini?
Chi era cittadino, innanzitutto, era protetto dalle mura difensive. Le porte si chiudevano ogni sera per lasciar fuori ladri e malfattori, e la mattina venivano riaperte per far entrare contadini e mercanti, che venivano per vendere le loro merci, per proporre affari. Gli studenti devono quindi immaginare una città che si popola ogni mattina di persone, merci,  odori e..confusione!
A questo punto ecco la domanda cruciale: come fanno a vivere insieme tutte le persone che abitano dentro le mura? Chi decide cosa si può e cosa non si può fare? Quali sono le regole del vivere comune? Quali sono i privilegi? E i doveri?
Inizia a fare alcuni esempi semplificando le regole che puoi estrapolare da un qualsiasi statuto comunale. Io, come già detto, in questo caso avevo individuato alcuni temi centrali dello statuto perugino medievale:
Piazza IV Novembre
Piazza IV Novembre e la Fontana Maggiore

Innanzitutto, per poter vivere comodamente  in città..è necessario portare l’acqua! La fontana Maggiore, che oggi rappresenta uno dei monumenti più belli di Perugia e del periodo comunale italiano..era innanzitutto un’opera di ingenieria civile all’avanguardia!! E i frati francescani, all’epoca, erano i migliori ingenieri esistenti. Viaggiando molto, infatti, avevano la possibilità di misurarsi con le innovazioni tecnologiche sperimentate in altri paesi, da altri popoli, di importarle, migliorarle o prendere spunto per fare nuove invenzioni. Questa fontana quindi era un enorme motivo di orgoglio per i perugini! E tale era l’impresa di essere riusciti a portare l’acqua in città, superando dislivelli fino ad allora inimmaginabili, che decisero di farla celebrare dai Pisano, scultori che la resero un elemento artistico di indicibile bellezza. I temi con cui si dovettero confrontare gli scultori, inoltre, rende la fontana una sorta di sintesi dei valori culturali in cui si identificava la società che commissionò l’opera.
A questo punto puoi ampliare la parentesi Fontana Maggiore quanto lo ritieni opportuno, anche se io ti consiglio di far fare tutti gli approfondimenti agli stessi studenti, che faranno (o avranno già fatto) una lavoro adeguato all’età e poi  riferiranno in classe ai compagni. In questo caso ti consiglio di suggerire quali sono le informazioni che gli studenti devono cercare..per evitare ricerche mini, banali o…enciclopediche!

E per il cibo? Inizialmente all’interno delle mura c’erano anche gli orti, e ricoveri per gli animali, ma con il tempo tutti i terreni cittadini vennero occupati dalle abitazioni. Ecco perchè i mercati erano di fondamentale importanza, così come i prodotti portati quotidianamente dai contadini. E allora dove fare i mercati? Quando? Con che criterio venivano scelti i luoghi di esposizione della mercanzia?

Sopramuro (800x600) - Copia
Venditrici di uova in Piazza Matteotti, fine del XIX secolo

Innanzitutto dobbiamo immaginare merci non confezionate, ma prodotti sfusi..e animali vivi..quindi molta più sporcizia..e molti cattivi odori! A questo punto soffermati, facendo immaginare agli studenti tutti i possibili cattivi odori presenti in una città medievale. Le attività delle botteghe, deducibili anche nel nome stesso delle strade, ti aiuteranno ad immaginare con gli studenti gli odori e i rumori presenti dall’alba al tramonto in certi luoghi piuttosto che in altri. Se alcuni di loro sono stati in altri paesi, forse hanno visto che in alcuni luoghi le merci si vendono ancora sfuse, spesso per strada..

merci India

Esposizione della merce sfusa in un mercatino indiano

E poi ci sono alcune domande spontanee. Chi pulisce? Come? Dove si butta l’immondizia? Si possono vendere merci maleodoranti anche al mercato della piazza maggiore, davanti al Palazzo dei Priori e di fianco al Duomo? Lì no! Se lì non si può, dove? E le merci che lasciano una sporcizia difficile da eliminare velocemente, tipo la paglia? Dove si possono vendere? E le strade? Sono fondamentali per potersi muovere agevolmente, sia a piedi che con i carri o a cavallo. Chi le mantiene in buono stato? Come si decide quando sono in buono stato? Chi si occupa di quelle fuori dalle mura?
E le case? In città la terra è stata tutta occupata da edifici. E costa molto.. Come aumentare la mia superficie senza arrecare danno agli altri? Chi stabilisce a quale altezza posso allargare il mio edificio senza ostacolare il passaggio in strada?
Per mantenere le sezioni stradali percorribili da persone e mezzi e, dall’altro lato, per aumentare la superficie abitabile (quella che permetterà di aumentare successivamente il valore della casa grazie alla rendita da posizione) gli edifici potevano aumentare la propria superficie a partire da una certa altezza (stabilita dagli statuti comunali).

centro storico di Perugia

Centro storico di Perugia. Area Via Bonazzi

In questa foto si vedono due soluzioni tipiche: in primo piano si vede come gli appartamenti superiori si estroflettono verso la strada; in secondo piano si vedono alcune superfetazioni che arrivano a collegare i due edifici prospicienti

Che differenza con le abitazioni che vengono costruite fuori dalla cerchia muraria, dove la terra costa meno! Ci si può anche permettere una bella scala esterna!

casa corso Garibaldi Pg
L’abitazione è una tipica casa della campagna umbra. I suoi costruttori si erano avvicinati alle porte di Perugia e avevano realizzato l’edificio secondo la loro idea di casa, senza considerare le regole costruttive cittadine, che non avrebbero mai permesso quella scala esterna! Oggi questo edificio si trova in pieno centro, nel Rione di S.Angelo, in Corso Garibaldi.

E che dire delle deiezioni umane e animali? Come eliminarle? In campagna non c’erano problemi, i bagni erano a cielo aperto! In città, quando ancora orti e i pascoli abbondavano, continuavano ad essere buon concime..ma con l’aumento della popolazione e l’occupazione di tutti i suoli edificabili..Come si poteva risolvere il problema? Fogne a cielo aperto! Immaginiamo quindi i miasmi, soprattutto d’estate, i ratti e le pantegane..come evitare il più possibile i cattivi odori e le malattie?

bulagaio (600x800) - Copia

Via del Bulagaio

Si costruivano budelli ciechi fra le case, tipo quello visibile qui; i rifiuti venivano poi convogliati fuori dalla città.
Le cose da decidere che riguardavano la qualità della vita di tutti i cittadini erano diventate troppe… ecco che nascono gli statuti comunali. Si tratta di libri in cui i cittadini, attraverso rappresentanti che venivano eletti nella piazza principale (quella in cui c’è la Fontana Maggiore), stabilivano le regole comuni, i diritti come i doveri, e le responsabilità di chi veniva designato per assicurare il mantenimento dei diversi servizi necessari alla comunità.
A questo punto, se ne hai la possibilità, ti consiglio di leggere qualche brano, per dare maggior peso alle tue parole e alle foto mostrate.
piazza IV Novembre a Perugia
Il termine piazza, a significare il luogo dell’incontro e del confronto per eccellenza, nasce in Italia proprio nel periodo comunale ed ha una catena di significati talmente legati al carattere delle comunità urbane dell’epoca, e quindi dei centri storici italiani, da non avere spesso traduzioni. Un tempo la piazza del Comune era anche il luogo delle assemblee in cui si prendevano decisioni per la comunità. La piazza è sicuramente il simbolo per eccellenza, a livello internazionale, di una certa idea di città e di una comunità che partecipa alle decisioni che la riguardano.

Possibili approfondimenti
La città respira come un organismo vivente, e cresce quando arrivano nuovi abitanti. Proviamo a mettere a confronto le piante della città nelle diverse epoche storiche e facciamo un confronto con la città contemporanea. E’ interessante al proposito fare anche una riflessione sul concetto di rappresentazione. Cosa hanno scelto di mettere in evidenza i vari autori? Perché?

 

Aiutami ad arricchire questo post con il tuo  contributo!

Lascia un commento, una riflessione.. e se hai fatto esperienze simili condividi  la tua esperienza!!

 

Piazza IV Novembre by night       Foto credit by Roberto Taddeo

Sull'autrice

Laura Cipollini

Sono laureata in architettura e ormai da 10 anni faccio ricerca-azione nelle scuole, gli unici laboratori permanenti di cittadinanza attiva che abbiamo in Italia! Lavorando nella scuola pubblica ci si rende conto che non abbiamo bisogno di viaggiare per scoprire il mondo, il mondo è nelle nostre classi. Ciò significa affrontare quotidianamente situazioni molto più complesse rispetto al passato, sia da un punto di vista relazionale sia da un punto di vista didattico. Su questo sito desidero condividere la mia esperienza.. con l’auspicio che diventi un luogo di confronto su temi oggi relegati purtroppo nelle aule scolastiche..

Lascia un commento