Film

Il figlio dell’altra

Ascolto attivo e libertà. Un film perfetto per far capire agli studenti cosa significa imparare a mettere in pratica l’ascolto attivo e a riflettere sul concetto di libertà.
In sintesi, due neonati vengono scambiati all’ospedale nella confusione generata da un bombardamento. Cosa accadrà quando, a 18 anni, scopriranno di aver vissuto la vita dell’altro? Come gestiranno un evento così dirompente sapendo di essere uno ebreo e l’altro palestinese? Come reagiranno i loro familiari?
I due protagonisti saranno in qualche modo costretti, per la loro stessa serenità psicologica, a rivedere alcuni riferimenti  alla base del loro processo di costruzione identitaria. Non solo. Nell’ambito del loro percorso di crescita personale e quindi di ricerca della piena e libera espressione del sè, i due diciottenni avranno l’opportunità di attuare un rapporto dialogico con l’altro sè, ampliando i loro orizzonti, svelando pre-giudizi e cornici culturali, sperimentandosi in un confronto creativo che li renderà liberi. Liberi di scrollarsi di dosso il peso della storia, liberi di costruire la pace.
Naturalmente in questo film la spinta alla rivolta, intesa come opportunità di ri-nascita, è data da necessità interiori, ma è innegabile, credo, che solo questo atteggiamento, vissuto anche a livello sociale e politico, possa dar vita a una società di persone libere, se per libertà, come dice H. Arendt, si intende la possibilità di ribellarsi alle convenzioni e di dar vita a qualcosa di nuovo.
Fortunatamente nessuno dei nostri studenti si trova in una situazione così al limite, ma è proprio grazie al caso estremo del film che i concetti di ascolto attivo e di dialogo creativo sono chiaramente leggibili anche dai ragazzi.
La filosofa tedesca ritieneva che l’elemento chiave fondamentale, quello che trasforma l’ individuo qualunque in un autentico e unico essere umano, sia la capacità di pensare con la propria testa. Per H. Arendt l’unica condizione che può essere definita umana è quella in cui possiamo essere parte di un mondo con gli Altri, in cui possiamo iniziare cose radicalmente nuove.
Le riflessioni che questo film suggerisce dovrebbero essere il pane quotidiano dei nostri giovani studenti, sia per aiutarli a crescere liberi, sia per stimolare atteggiamenti positivi, per sè e per gli altri.

Non ci sono nè scene di sesso nè scene di guerra.

Mi piace concludere con il finale del commento al film, che ritroverete per intero a questo link.
Nella realtà quella linea si traduce in un check point, una barra che interrompe una strada, che separa due popoli, che determina due destini.
Da una parte i territori occupati dall’esercito israeliano, dall’altra Israele, da una parte gli ebrei, dall’altra gli arabi, da una parte un ritorno alla propria terra, dall’altra una conquista della propria terra. Una duplice versione che ha condotto alla tragedia. Tragedia che Joseph e Yacine possono correggere, vivendo al meglio la vita dell’altro.

Sull'autrice

Laura Cipollini

Sono laureata in architettura e ormai da 10 anni faccio ricerca-azione nelle scuole, gli unici laboratori permanenti di cittadinanza attiva che abbiamo in Italia! Lavorando nella scuola pubblica ci si rende conto che non abbiamo bisogno di viaggiare per scoprire il mondo, il mondo è nelle nostre classi. Ciò significa affrontare quotidianamente situazioni molto più complesse rispetto al passato, sia da un punto di vista relazionale sia da un punto di vista didattico. Su questo sito desidero condividere la mia esperienza.. con l’auspicio che diventi un luogo di confronto su temi oggi relegati purtroppo nelle aule scolastiche..

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