Attività didattiche

I nonni a scuola. Intercultura e trasmissione intergenerazionale del sapere

LE CITTA’ DEGLI ABITANTI. Cornici culturali, trasmissione intergenerazionale del sapere e competenze di cittadinanza attiva.

A CHI SI RIVOLGE: Studenti di 8-16 anni.

DOVE SI SVOLGE: In aula, nell’ambito del gruppo classe.

OBIETTIVI:

  • imparare ad ascoltare il contesto in cui viviamo
  • rafforzare l’identità dei luoghi
  • rafforzae il senso di appartenenza ai luoghi
  • rafforzare l’autostima
  • stimolare il protagonismo degli studenti in qualità di mediatori culturali presso le famiglie
  • stimolare le competenze di cittadinanza attiva:
    • comunicare e comprendere;
    • collaborare e partecipare;
    • individuare collegamenti e relazioni;
    • agire in modo autonomo e responsabile;
    • acquisire ed interpretare l’informazione;
    • risolvere problemi.

METODOLOGIE: Circle time, ricerca qualitativa (interviste), ragionamento critico.

AREE CURRICOLARI: Interdisciplinare, con particolare predilezione per le materie letterarie (storia, italiano, geografia, educazione civica) e tecnologia (cultura materiale).

SVOLGIMENTO

Chiedi a due o tre nonni autoctoni di partecipare a una lezione. Se non sono nati nel quartiere/paese/città in cui vanno a scuola gli studenti, devono averci abitato almeno da quando erano ragazzi, in modo da conoscere le trasformazioni avvenute nel corso del tempo.
Organizza l’aula in modo da mettere tutte le sedie in cerchio. Accomodatevi in modo che adulti e studenti siano alternati. Questa disposizione, oltre ad attenuare il concetto noi/voi, permetterà una maggior interazione, contribuendo anche a placare i soggetti più turbolenti, che ti consiglio di mettere di fianco a un nonno.
Per mia esperienza, spiega bene ai nonni quali sono le tue richieste, in modo che le eventuali reticenze siano subito fugate.

Cosa dovranno fare in nonni?

Dovranno spiegare, attraverso racconti ed esperienze personali, com’era il quartiere/paese/città quando loro erano bambini, adolescenti, giovani uomini-donne.
Per mia esperienza ti consiglio di concentrarti su alcuni temi che meglio di altri si prestano per questa attività:

  • la scuola
  • il tempo libero
  • le vacanze
  • i mezzi di trasporto
  • i luoghi preferiti o significativi

Attraverso i racconti dei nonni, che potrai guidare nel caso ti sembra stiano affrontando temi interessanti da approfondire, sarà tuo compito estrapolare i concetti sottintesi, le cornici culturali implicite.

Cosa significa in concreto?

Nel libro La scuola delle opportunità puoi trovare alcune riflessioni su questa attività. A titolo indicativo ecco uno schema sulle premesse implicite con cui probabilmente ti confronterai:

  • la scuola: il diritto allo studio come fatto recente e non condiviso dai bambini di tutti i paesi; la pedagogia alla base dell’organizzazione scolastica e della didattica è diversa nelle diverse epoche storiche e nei diversi paesi; il concetto di autonomia e di responsabilità dei bambini cambia nel tempo e nei luoghi.
  • il tempo libero: il concetto di tempo libero cambia nel tempo e nei luoghi, così come le attività ricreative; il concetto di autonomia dei bambini cambia nel tempo e nei luoghi.
  • le vacanze: il concetto di vacanza è piuttosto recente; la qualità ambientale del contesto in cui viviamo è cambiata nel corso del tempo; in alcuni casi il peggioramento della qualità ambientale ha alterato in modo significativo la qualità della vita degli abitanti, rendendo la variabile economica sempre più discriminante.
  • i mezzi di trasporto: la tipologia dei mezzi di trasporto influisce sulla percezione delle distanze e sulla dimensione dello spazio vissuto;
  • i luoghi preferiti o significativi: alcuni luoghi mantengono nel tempo un valore identitario per l’intera comunità; altri perdono o acquistano significato nel corso del tempo.

Di seguito alcuni esempi di domande attraverso cui puoi guidare il racconto dei nonni.

Dove andavano a scuola? Come ci andavano? Quanto tempo ci mettevano? Com’era la scuola? Com’erano gli insegnanti? Che luoghi frequantavano? Perchè? Come e dove si divertivano con gli amici? Quali erano le loro abitudini quotidiane? Come si spostavano? Qual’era il raggio dei loro spostamenti in autonomia? Cosa si faceva di giorno-la sera in inverno? Nella bella stagione? Ci sono luoghi che un tempo erano particolarmente significativi per la comunità (punti di riferimento, luoghi di aggregazione) che oggi non lo sono più? Quando c’è stato questo cambiamento? Perchè? Quali sono invece i luoghi che continuano ad essere importanti per la comunità? Sono cambiati? Come?

Se possibile, chiedi di portare alcune foto che mostrino agli studenti ciò di cui parleranno.
Prepara anche tu alcune foto, prese dalla rete oppure trovate sui libri. E’ importante che tutti gli studenti possano visualizzare e collocare fisicamente i luoghi di cui si parla. In questo modo potranno partecipare facendo domande e riflessioni. Sollecita sempre il loro coinvolgimento, facendo domande dirette o indirette, a seconda dei casi.

Nel corso delle due ore ti accorgerai di alcune dinamiche interessanti. Gli studenti con nonni italiani troveranno nel racconto dei nonni in classe una familiarità piacevole, condividendo ricordi di famiglia e arricchendo i racconti con similitudini e/o variazioni in base alle aree geografiche. La trasmissione intergenerazionale del sapere, in questo caso, non solo è similare a quella che ritrovano a casa loro, ma si riferisce allo stesso contesto storico-geografico-culturale e sociale in cui loro stessi abitano. Gli studenti di origini straniere, invece, che a casa loro ascoltano racconti appartenenti ad altri contesti rispetto a quello in cui vivono, potrebbero cogliere nelle esperienze dei nonni alcune assonanze con quanto vissuto in prima persona (se giunti di recente in Italia) o con i racconti dei genitori. Questo fatto sarà accolto con piacere, creando un clima favorevole che li indurrà ad aprirsi. Faccio un esempio concreto. Su mia richiesta un nonno aveva iniziato a raccontare che quando era piccolo la scuola più vicina si trovava a 4 km da casa sua, e che lui, pioggia o neve, si alzava tutte le mattine molto presto per raggiungerla a piedi, prendendo, quando possibile, le scorciatoie che tagliavano i campi. Mentre oggi c’è infatti l’autobus che passa ogni 20 minuti, all’epoca la sua casa era isolata e se voleva andare a scuola, un grande privilegio, o si andava a piedi o nulla. E l’autobus? Hanno chiesto gli studenti. Non c’era. E la bicicletta? In famiglia c’era solo  una bicicletta ed era preziosa; la usavano gli adulti.
4 km, a piedi, da solo, sotto la pioggia.. per andare a scuola! E poi 4 Km per tornare a casa, dove, una volta pranzato e aver aiutato i genitori nei campi, faceva i compiti. La maggior parte degli studenti ha accolto con stupore queste informazioni. A questo punto abbiamo parlato di diritto allo studio, di mezzi di comunicazione e servizi urbani, di povertà/ricchezza e benessere diffuso. Una volta che i temi sono stati affrontati senza pregiudizi, per capire il punto di vista del nonno e valorizzare il suo impegno, alcuni studenti di origini straniere hanno spiegato che anche i loro genitori dovevano percorrere tutti i giorni lunghe distanze per poter studiare e una studentessa arrivata da poco in Italia ci ha quindi raccontato i suoi viaggi per andare a scuola. Quando poi i nonni hanno parlato della severità dei loro insegnanti, la studentessa ha condiviso il ricordo, riportando la sua esperienza e mettendo a paragone la vecchia scuola con la nuova.

Fra le altre cose, questa attività stimola gli studenti di accantonare quel senso di inadeguatezza o di vergogna che talvolta impedisce loro di esprimersi liberamente. A questo proposito è fondamentale il tuo atteggiamento, che gli altri studenti tenderanno ad imitare. Ricorda sempre le regole dell’ascolto attivo!

UNITA’ DIDATTICA MINIMA

  • 2 ore in aula
  • possibili rielaborazioni a casa: Fai le tue riflessioni sull’incontro avvenuto in classe. Ti è piaciuto? Perchè? Cosa ti ha colpito maggiormente? Perchè? Che cosa ti piacerebbe approfondire?

POSSIBILI APPROFONDIMENTI

  1. Camminata di quartiere/paese con i nonni. Questa attività può essere fatta direttamente durante la camminata di quartiere/paese. In questo caso dovrai prima metterti d’accordo con i nonni e decidere insieme un percorso significativo rispetto ai luoghi che è interessante scoprire. Durante la camminata chiedi agli studenti di fare foto simili negli stessi luoghi mostrati dalle vecchie foto.
  2. Chiedi agli studenti di intervistare un nonno o un vicino di casa anziano, per verificare le informazioni apprese in aula e scoprirne altre. Se è possibile, chiedi di fotografare le immagini messe a disposizione da queste persone (oggi con i cellulari si possono riprodurre con facilità). Chiedi quindi agli studenti di condividere con la classe le loro scoperte. In questo caso ti consiglio di prevedere uno schema con le domande, che consegnerai a ciascuno studente. Le domande, in sostanza, saranno quelle che hanno fatto da guida a questa attività.
  3. Potresti organizzare alcuni cartelloni per allestire una piccola mostra, ad uso interno della scuola o per le famiglie degli studenti. In una data che deciderai, gli studenti spiegheranno attraverso i cartelloni ciò che hanno imparato. Nel caso della mostra guidata per le famiglie, gli studenti che non hanno origini locali (genitori di altre città o di altri paesi) saranno protagonisti in qualità di mediatori culturali presso le loro famiglie. La mostra condivisa con le famiglie diventa un’attività tanto più importante quante più sono le famiglie di origini straniere.

 

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Immagine di copertina

Sull'autrice

Laura Cipollini

Sono laureata in architettura e ormai da 10 anni faccio ricerca-azione nelle scuole, gli unici laboratori permanenti di cittadinanza attiva che abbiamo in Italia! Lavorando nella scuola pubblica ci si rende conto che non abbiamo bisogno di viaggiare per scoprire il mondo, il mondo è nelle nostre classi. Ciò significa affrontare quotidianamente situazioni molto più complesse rispetto al passato, sia da un punto di vista relazionale sia da un punto di vista didattico. Su questo sito desidero condividere la mia esperienza.. con l’auspicio che diventi un luogo di confronto su temi oggi relegati purtroppo nelle aule scolastiche..

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