Attività didattiche

Genitori a scuola. Intercultura e trasmissione intergenerazionale del sapere

LE CITTA’ DEGLI ABITANTI.  Comunità plurale degli abitanti, cornici culturali e competenze di cittadinanza attiva.

A CHI SI RIVOLGE: Studenti di 8-16 anni.

DOVE SI SVOLGE: In aula, nell’ambito del gruppo classe.

OBIETTIVI:

  • Stimolare buone dinamiche relazionali all’interno del gruppo classe;
  • rafforzare l’autostima degli studenti;
  • stimolare processi creativi che trasformino in ricchezza le differenze;
  • stimolare il protagonismo degli studenti in qualità di mediatori culturali presso le famiglie;
  • stimolare le competenze di cittadinanza attiva:
    • comunicare e comprendere;
    • collaborare e partecipare;
    • individuare collegamenti e relazioni;
    • agire in modo autonomo e responsabile;
    • acquisire ed interpretare l’informazione;
    • risolvere problemi.

METODOLOGIE: circle time, ragionamento critico.

SVOLGIMENTO

PREMESSA
Questa attività è molto simile, nell’approccio, all’attività didattica I nonni a scuola. La prima volta che ho svolto questa attività, infatti, avevo invitato sia alcuni nonni che alcuni genitori di origini straniere. Oltre agli obiettivi pensati per gli studenti, ritenevo molto interessante il confronto/incontro che sarebbe potuto nascere fra gli adulti; ciò per favorire la creazione di una comunità scolastica più coesa, che non si limitasse ai due gruppi classe coinvolti. Erano 3 nonni+2 genitori+1 zio, se non ricordo male, perchè pensavo che se qualcuno si fosse rivelato timido, o comunque intimorito da un pubblico di quasi 30 bambini…SBAGLIATO! Si tratta di raccontare le proprie esperienze di vita..e l’interesse manifestato dai bambini sprona anche il più timido degli adulti, che nel giro di 5 minuti diventa un estroverso provetto!! Primo errore.
Mano a mano che i temi venivano approfonditi emergevano alcune assonanze estremamente interessanti per gli alunni delle due classi coinvolte. Parlando di scuola, ad esempio, i nonni italiani avevano ancora una memoria personale del fascismo; anche se piccoli, erano ancora vivi i ricordi, così come i racconti dei genitori. L’esperienza diretta o il caos post-dittatura, invece, erano stati fra i motivi di espatrio per quei genitori/zio. Gli studenti, che avevano appena svolto l’attività Identità collettiva e personaggi illustri, al sentir parlare di dittatura hanno subissato nonni e genitori con mille domande e ovviamente ognuno aveva qualcosa da raccontare..Il problema è stato solo uno: due ore sono troppo poche e i genitori, a differenza dei nonni, la mattina devono lavorare! Ritornare era un problema..troppa carne sul fuoco in troppo poco tempo! Secondo errore.
Un’attività didattica di questo tipo è auspicabile fuori dalle ore di lezione oppure, la mattina, se focalizzata solo su un argomento. Inoltre, occorre informarsi prima sulla disponibilità mattiniera dei genitori che ci interessa invitare e organizzarsi di conseguenza.
Per questi motivi, in seguito, ho deciso di invitare i genitori separatamente, in modo da “sfruttarli” al massimo nelle ore che mettevano a disposizione!

E ORA ENTRIAMO NEL MERITO!

Chiedi a due o tre genitori di origini straniere di partecipare a una lezione. Organizza l’aula e metti  tutte le sedie in cerchio. Accomodatevi in modo che adulti e studenti siano alternati. Questa disposizione, oltre ad attenuare il concetto noi/voi, permetterà una maggior interazione, contribuendo anche a placare i soggetti più turbolenti, che ti consiglio di mettere di fianco a un padre.
Per mia esperienza, spiega bene ai genitori quali sono le tue richieste, in modo che le eventuali reticenze siano subito fugate.
Cosa dovranno fare in genitori? Dovranno spiegare, attraverso racconti ed esperienze personali, com’era la vita nel loro paese/città/quartiere.
Per mia esperienza ti consiglio di concentrarti su alcuni temi che meglio di altri si prestano per questa attività:

  • la scuola
  • il tempo libero
  • le vacanze
  • i mezzi di trasporto
  • i luoghi preferiti o significativi

Attraverso i racconti dei genitori, che potrai guidare nel caso ti sembra stiano affrontando temi interessanti da approfondire, sarà tuo compito estrapolare i concetti sottintesi, le cornici culturali implicite.
Cosa significa in concreto? Nel libro La scuola delle opportunità puoi trovare alcune riflessioni su questa attività. A titolo indicativo ecco uno schema sulle cornici culturali con cui probabilmente ti confronterai:

  • la scuola: il diritto allo studio come fatto recente e non condiviso dai bambini di tutti i paesi; la pedagogia alla base dell’organizzazione scolastica e della didattica è diversa nelle diverse epoche storiche e nei diversi paesi; il concetto di autonomia e di responsabilità dei bambini cambia nel tempo e nei luoghi.
  • il tempo libero: il concetto di tempo libero cambia nel tempo e nei luoghi, così come le attività ricreative; il concetto di autonomia dei bambini cambia nel tempo e nei luoghi.
  • le vacanze: il concetto di vacanza è piuttosto recente; la qualità ambientale del contesto in cui viviamo è cambiata nel corso del tempo; in alcuni casi il peggioramento della qualità ambientale ha alterato in modo significativo la qualità della vita degli abitanti, rendendo la variabile economica sempre più discriminante.
  • i mezzi di trasporto: la tipologia dei mezzi di trasporto influisce sulla percezione delle distanze e sulla dimensione dello spazio vissuto;
  • i luoghi preferiti o significativi: alcuni luoghi mantengono nel tempo un valore identitario per l’intera comunità; altri perdono o acquistano significato nel corso del tempo.

Per prima cosa localizzate sulla carta geografica i luoghi da cui provengono i genitori e descrivete in breve le caratteristiche geografiche e climatiche, in modo che gli studenti possano farsi un’idea del contesto. Chiedi di portare alcune foto che mostrino ciò di cui parleranno. Prepara anche tu alcune foto, prese dalla rete oppure trovate sui libri. Ciò è particolarmente importante se i genitori, come spesso accade, non hanno con sè materiale fotografico da mostrare. In questo caso un breve colloquio ti consentirà di sapere quali immagini cercare sulla rete o sui libri. E’ importante che tutti gli studenti possano visualizzare luoghi, paesaggi e oggetti di cui si parla. In questo modo potranno partecipare facendo domande e riflessioni. Sollecita sempre il loro coinvolgimento, facendo domande dirette o indirette, a seconda dei casi.

Di seguito alcuni esempi di domande attraverso cui puoi guidare il racconto dei genitori.

Dove andavano a scuola? Come ci andavano? Quanto tempo ci mettevano? Com’era la scuola? Com’erano gli insegnanti? Che luoghi frequantavano? Perchè? Come e dove si divertivano con gli amici? Quali erano le loro abitudini quotidiane? Come si spostavano? Qual’era il raggio dei loro spostamenti in autonomia? Ci sono stagioni differenziate in quel paese? Da cosa sono caratterizzate? Cosa si faceva di giorno-la sera nella stagione XXXX? Nella stagione YYYYY? Ci sono luoghi che un tempo erano particolarmente significativi per la comunità (punti di riferimento, luoghi di aggregazione) che oggi non lo sono più? Quando c’è stato questo cambiamento? Perchè? Quali sono invece i luoghi che continuano ad essere importanti per la comunità? Sono cambiati? Come?

Questi incontri sono interessanti perchè consentono:

  • agli studenti figli dei genitori invitati di sentirsi orgogliosi della propria appartenenza, orgogliosi del proprio genitore, importanti per il proprio genitore;
  • ai genitori presenti di sentirsi parte della comunità scolastica, portatori di conoscenze, investiti di un ruolo nell’ambito della comunità;
  • agli studenti della classe di approfondire la conoscenza delle culture presenti nel loro gruppo, di aprirsi alla complessità, di trasformare la diversità in ricchezza, di acquisire uno spirito critico privo di pregiudizi;
  • ai docenti di creare una comunità scolastica più coesa, di tessere relazioni fruttuose per il bene degli studenti, di sollecitare interesse e partecipazione per le attività scolastiche.

La trasmissione intergenerazionale del sapere, in questo caso, agisce da ponte per veicolare costumi culturali ed elementi identitari che appartengono ad alcuni compagni della classe e che sarebbe un errore perdere nell’omologazione dominante. Nella mia esperienza alcune attività più di altre sembrano stimolare trasformazioni immediate e piacevolmente visibili; questa attività didattica, così come Facciamo finta che,  giusto per menzionarne un’altra, fanno parte di questo gruppo. Esse sono uno stimolo forte, in alcuni studenti con identità fragili e/o conflittuali, per accantonare quel senso di inadeguatezza o di vergogna che talvolta impedisce loro di esprimersi liberamente. A questo proposito è fondamentale il tuo atteggiamento e, se presenti, quello degli altri adulti. Ricorda comunque che gli studenti tenderanno ad imitare te, in quanto leader e referente per la loro formazione.

UNITA’ DIDATTICA MINIMA

  • 2 ore in aula;
  • possibile rielaborazione a casa: Fai le tue riflessioni sull’incontro avuto stamattina in classe: ti è piaciuto? Perchè? Cosa ti ha colpito di più? Perchè? C’è un argomento che ti interesserebbe approfondire?

 

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Immagine di copertina

Sull'autrice

Laura Cipollini

Sono laureata in architettura e ormai da 10 anni faccio ricerca-azione nelle scuole, gli unici laboratori permanenti di cittadinanza attiva che abbiamo in Italia! Lavorando nella scuola pubblica ci si rende conto che non abbiamo bisogno di viaggiare per scoprire il mondo, il mondo è nelle nostre classi. Ciò significa affrontare quotidianamente situazioni molto più complesse rispetto al passato, sia da un punto di vista relazionale sia da un punto di vista didattico. Su questo sito desidero condividere la mia esperienza.. con l’auspicio che diventi un luogo di confronto su temi oggi relegati purtroppo nelle aule scolastiche..

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