Attività didattiche

Facciamo finta che…

ASCOLTO ATTIVO. Le cornici culturali nei sistemi complessi.

A CHI SI RIVOLGE:  Studenti 8-16 anni
DOVE SI SVOLGE:  presso le sedi scolastiche nell’ambito del gruppo classe
OBIETTIVI:

  • imparare a relazionarsi con gli altri sperimentando l’ascolto attivo;
  • esplorare le cornici culturali presenti nel gruppo classe e imparare a cogliere assonanze e differenze fra la propria e le altrui culture;
  • stimolare gli studenti ad avere una buona immagine di sè, per favorire la conoscenza di sè e dell’Altro;
  • stimolare il ruolo degli studenti in qualità di mediatori culturali presso le famiglie.
  • stimolare le competenze di cittadinanza attiva:
    • comunicare e comprendere;
    • collaborare e partecipare;
    • individuare collegamenti e relazioni;
    • agire in modo autonomo e responsabile;
    • acquisire ed interpretare l’informazione;
    • risolvere problemi.

METODOLOGIE: circle time, metodo euristico, rielaborazione scritta a casa.

AREE CURRICOLARI: Italiano, tecnologia, arte e immagine, cultura materiale, geografia, religione, storia.

SVOLGIMENTO

Ci si dispone tutti in cerchio, a terra o sulle sedie. Oggi gli studenti dovranno raccontare la loro tipica giornata di compleanno, a partire dal momento in cui si svegliano, o vengono svegliati, fino al momento della buona notte. Nulla dovrà essere dato per scontato, i loro compagni dovranno poter immaginare tutto come se vedessero un film. Ciò è importante perchè darà modo ai compagni di fare domande quando il racconto di qualcuno toccherà abitudini diverse dalle loro; ad esempio quando la zia, appena entrata in casa, si toglierà le scarpe, per indossarle nuovamente solo quando lascierà la casa.
Si chiederà a uno degli studenti di iniziare il racconto e ad ogni passaggio si domanderà a tutti gli altri se per loro vale la stessa cosa o se ci sono differenze. Gli studenti, che prenderanno la parola per alzata di mano, saranno invitati a fare domande di chiarimento ogni volta che il racconto dell’amico risulterà poco comprensibile, cioè ogni volta che verranno proposte cornici culturali diverse dalle proprie. Questa procedura consentirà loro di sperimentare l’ascolto attivo nell’ambito del laboratorio, stimolando un tipo di approccio alla conoscenza dell’altro che dovrà diventare prassi quotidiana..

Momenti significativi da esplorare:

  • risveglio;
  • colazione;
  • vestito della festa (uguale agli altri giorni?);
  • esistenza o meno di rituali particolari in famiglia;
  • se il compleanno è durante l’anno scolastico, la mattinata a scuola (i compagni lo sanno? Cosa accade?);
  • se il compleanno è durante le feste e gli studenti sono presso i parenti, questa è un’ulteriore occasione per capire le usanze di altre regioni o paesi stranieri;
  • il pranzo (dove si mangia, cosa si mangia, chi viene, com’è vestito, cosa fa, come si mangia, frasi o azioni di rito);
  • la festa (dove si svolge, come si prepara l’ambiente, chi fa cosa, come si svolge, chi viene invitato, come ci si veste, come si accolgono gli ospiti, cosa fanno gli ospiti quando arrivano, durante la festa, come ci si fanno gli auguri, cosa si mangia, come si mangia, la torta, i brindisi, la/le canzoni-chiedete loro di cantarle-, lo scambio dei regali, l’apertura dei regali, i balli -chiedete loro di ballarli-, i saluti di commiato);
  • dopo la festa
  • la cena (come per il pranzo)
  • il dopo cena

UNITÀ DIDATTICA MINIMA:

  • 2 ore per il racconto a più voci
  • 2 ore per riflessioni e approfondimenti in aula dopo la rielaborazione personale

POSSIBILI APPROFONDIMENTI

  • Il gioco avrà fatto scoprire al gruppo classe culture materiali e costumi diversi, dall’uso degli incensi profumati a piatti di portata speciali, dalla tarantella alla danza oltreoceanica, passando attraverso abitazioni diverse, mobili, tappeti e altri oggetti d’arredo, abiti, cibi, bevande..
    Sarà interessante mostrare a tutti gli studenti di cosa si sta parlando, attraverso fotografie, oggetti o video.
  • Questi materiali possono anche diventare oggetto di una mostra, ad uso interno o aperta anche alle famiglie. In ogni caso, per ciascun oggetto esposto o rappresentato, saranno gli stessi studenti  a spiegare di cosa si tratta, a cosa serve, come si usa, dove…
  • Il tema del gioco, in questo caso la festa di compleanno, può cambiare. A titolo di esempio ecco alcuni possibili argomenti:
    • il giorno di Natale/Bairam/altra festività religiosa rilevante
    • la festa di matrimonio
    • la festa di battesimo
    • il funerale di un caro
    • la festa di capodanno

NOTE: Per dare un’idea delle occasioni che questo gioco offre, riporto un paio di brani dal libro La scuola delle opportunità, dove troverai descritto nei dettagli lo svolgimento del gioco e, in base alla mia esperienza, le opportunità di scoperta reciproca e alcuni suggerimenti. Ovviamente, maggiori saranno le tue conoscenze sugli universi culturali che compongono il  gruppo classe, migliore sarà la tua capacità di fare le domande giuste nel caso gli studenti diano per scontato qualcosa o lo omettano per vergogna (mangiare seduti a terra, mangiare dal piatto comune con le mani, dormire in sala da pranzo, ecc.). Stiamo sperimentando insieme agli studenti un tipo di ascolto che non prevede atteggiamenti ipocriti, ma un sincero desiderio di scoperta reciproca senza pre-giudizi. L’atteggiamento dell’insegnante, in questi frangenti, è fondamentale per condurre la classe in una direzione piuttosto che in un’altra. Ciò non significa forzare gli studenti ad aprirsi, ma comunicare loro che, quando lo vorranno, troveranno un gruppo che li accoglie.
“Faccio un altro esempio; allo scambio dei regali vi accorgerete che non tutti gli studenti sono abituati ad aprirli subito, non tutti davanti a coloro che li hanno donati. In alcuni casi i festeggiati, dopo aver ringraziato, dimenticheranno i pacchi in una stanza fino a sera, quando li apriranno dopo che anche l’ultimo ospite avrà lasciato la casa. Il giorno successivo seguiranno ulteriori ringraziamenti telefonici per il regalo ricevuto. Cosa penseranno gli invitati quando se ne andranno alla fine della festa senza aver visto da parte del loro amico alcun interesse per il regalo donato? Che l’amico festeggiato è un maleducato? Che lo ha aperto di nascosto e poiché non gli è piaciuto non ha fatto commenti? Probabilmente ci rimarranno male, come minimo saranno un po’ disorientati, nel migliore dei casi chiederanno spiegazioni; solo in quest’ultimo frangente scopriranno che questa non è maleducazione, ma un’usanza tipica del paese d’origine del loro amico.[…] Alle feste degli amici di origine cinese, invece, vedremo accumularsi bustine identiche e anonime (di colore diverso a seconda del tipo di festa: matrimonio, compleanno, ecc.) che verranno aperte simultaneamente dal festeggiato una volta presenti tutti gli ospiti. Questo significa che nessuno saprà mai, tanto meno il festeggiato, quanto denaro abbia regalato ciascun invitato. Il nostro pacco, diverso e vistoso rispetto a quelle bustine anonime, potrebbe essere interpretato come un gesto di sbruffoneria, l’occasione per metterci in mostra.[…] se il compleanno si festeggia in vacanza dai nonni o comunque nel paese d’origine dei genitori, in Italia o all’estero, descriviamo i rituali che si fanno in questi luoghi, approfondendo anche l’analisi della distribuzione spaziale della casa, degli arredi e delle abitudini ad essi legate; i divani–letto della sala che troviamo nella tradizione magrebina e ottomana, ad esempio, ci informano di una nostra premessa implicita: la cultura borghese ottocentesca ha eliminato dal nostro immaginario la polifunzionalità degli spazi abitativi, introducendo stanze specifiche caratterizzate da arredamenti finalizzati a rendere possibili e confortevoli le singole attività svolte. Questa differenza va letta come tale, senza alcun significato di valore.”

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Foto credit by Jim Bumgardner

Sull'autrice

Laura Cipollini

Sono architetto, operatrice di Teatro Sociale® e docente di sostegno. Da ormai 15 anni, prima come esperta esterna ed ora come docente interna, faccio progetti inclusivi nelle classi. Nella sezione delle Attività didattiche troverai qualche spunto per affrontare le lezioni in modo diverso. Per esperienza posso assicurarti che le metodologie utilizzate sapranno coinvolgere TUTTI i tuoi studenti su qualsiasi argomento, più o meno ostico, tu voglia proporre. TUTTI senza eccezioni! Con risultati sorprendenti

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