Se lo studente ha origini...

Ecuador. Lo stupro di Pachamama, la Madre Terra

L’esempio dell’Ecuador credo rappresenti un tentativo molto interessante di risoluzione creativa dei conflitti nei sistemi complessi.

Dopo un susseguirsi di presidenti che perseguivano gli interessi di un’unica componente sociale, l’elite bianca in buona parte straniera, l’elezione del presidente indigeno Correa, nel 2007, impose la necessità di affrontare temi rimasti sospesi per..secoli!

Non è semplice guidare un paese dove esistono istanze così lontane fra loro, o, meglio, in cui le prospettive di ciascuna componente sociale devono necessariamente guardare alle aspettative comuni piuttosto che alla difesa delle proprie posizioni, trovandosi queste agli antipodi.

Cosa significa in termini concreti?

Anche se si annullasse la presenza delle multinazionali straniere dal ricco territorio ecuadoregno e si gestisse in modo più equo l’economia che ruota intorno a petrolio, miniere ed acqua (l’Ecuador è il paese con il maggior numero di falde acquifere), anche se si individuassero soluzioni di mediazione dal punto di vista ambientale, sociale ed etico, rimarrebbe sempre una questione, centrale e devastante per le popolazioni indigene: lo stupro di Pachamama (la Madre terra).

“Il Diritto al Cibo per i Popoli Indigeni è un diritto collettivo basato sul rapporto spirituale particolare che abbiamo con la Madre Terra, con i nostri territori e le nostre terre, con l’ambiente e le risorse naturali che ci forniscono la nostra alimentazione tradizionale; negare il Diritto al Cibo per i Popoli Indigeni non solo nega la nostra sopravvivenza fisica ma nega la nostra organizzazione sociale, la nostra cultura, tradizioni, lingue, spiritualità , sovranità , cioè la nostra identità tutt’intera, è – di fatto – la negazione della nostra esistenza indigena collettiva…”(tratto dalla “Dichiarazione di Atitlan” emessa dalla prima consultazione globale dei popoli indigeni sul diritto al cibo ed alla sicurezza alimentare, tenuta a Panajachel, Guatemala nell’Aprile 2002)
Per questo motivo la CONAIE sintetizza:
“La sierra (montagna) è la base materiale per la riproduzione del nostro popolo, della nostra cultura. Un popolo senza montagna, diciamo, è un popolo senza vita. Dalla montagna abbiamo ricevuto l’alimentazione, le medicine, i prodotti per le cerimonie, i vestiti, gli attrezzi e l’artigianato. La montagna è la nostra sopravvivenza. A causa della pressione demografica, dell’espansione del settore agrario-industriale (esportatore nella zona della sierra) e della colonizzazione della zona amazzonica, ogni anno alle comunità indigene rimane sempre meno territorio dove poter produrre. Un obiettivo centrale della CONAIE è la lotta per garantire terre ai propri popoli. Ciò significa poter contare su squadre di giuristi propri e di diversi meccanismi per legalizzare i territori e l’accesso alla madre sierra.
La CONAIE promuove le forme proprie dell’organizzazione collettiva, come sono i comuni, e con questi, le forme ancestrali di uso ed utilizzo della sierra, come l’agricoltura organica, le terrazze e la reciprocità. E’ qui la dimensione spirituale nella sua forma intrinseca.”(non riesco a trovare la fonte italiana da cui ho tratto questo brano. Resto a disposizione per mettere il link; in ogni caso, per maggiori approfondimenti, oltre al sito del CONAIE, ti suggerisco gli articoli che puoi trovare qui.)
Questi importanti temi, espressi dai diretti interessati, ci riportano al discorso fatto a proposito del concetto di abitare presso i popoli indigeni delle foreste equatoriali, dove abbiamo visto come esso, e quindi l’identità delle popolazioni residenti, si leghi indissolubilmente all’atto di ricreazione quotidiana del paesaggio.
Il ruolo dei meticci in questi movimenti, in linea di massima, è meno incisivo; la maggior parte di loro abita nelle aree urbane ed è quindi più coinvolta nelle dinamiche di integrazione di cui si è parlato in precedenza.
La Costituzione del 2008, un documento di grande apertura alla pluralità delle istanze presenti nel paese, ha indubbiamente apportato innovazioni sociali di primissimo piano, soprattutto in termini di protezione dell’ambiente e di tutela dei valori riconosciuti come fondanti delle tradizioni culturali ecuatoriane, valori da trasmettere alle generazioni future; altro punto importante, la nuova Costituzione ratifica i Trattati Internazionali, che vengono perciò considerati come “Leyes Segundarias” a cui si devono ispirare le leggi nazionali. Ciò che criticano, però, le comunità indigene delle foreste è il non riconoscimento del loro diritto alla piena autodeterminazione, inscindibile dalla non alterazione del patrimonio ambientale, paesaggio significante per la loro identità e cosmogonia.

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Foto credit by Alan

Sull'autrice

Laura Cipollini

Sono laureata in architettura e ormai da 10 anni faccio ricerca-azione nelle scuole, gli unici laboratori permanenti di cittadinanza attiva che abbiamo in Italia! Lavorando nella scuola pubblica ci si rende conto che non abbiamo bisogno di viaggiare per scoprire il mondo, il mondo è nelle nostre classi. Ciò significa affrontare quotidianamente situazioni molto più complesse rispetto al passato, sia da un punto di vista relazionale sia da un punto di vista didattico. Su questo sito desidero condividere la mia esperienza.. con l’auspicio che diventi un luogo di confronto su temi oggi relegati purtroppo nelle aule scolastiche..

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