Attività didattiche

Cumulex

ASCOLTO ATTIVO. Autorevolezza, autorità e ruoli sociali .

A CHI SI RIVOLGE: Studenti di ogni ordine e grado.
DOVE SI SVOLGE:  Presso le sedi scolastiche nell’ambito del gruppo classe.
OBIETTIVI:

  • Imparare a relazionarsi con gli altri sperimentando l’ascolto attivo
  • riflettere sui ruoli nell’ambito del gruppo
  • riflettere sui pre-giudizi, positivi e negativi, nell’ambito delle dinamiche relazionali
  • stimolare dinamiche relazionali positive all’interno del gruppo classe
  • stimolare le competenze di cittadinanza attiva:
    • comunicare e comprendere;
    • collaborare e partecipare;
    • individuare collegamenti e relazioni;
    • agire in modo autonomo e responsabile;
    • acquisire ed interpretare l’informazione;
    • risolvere problemi.

METODOLOGIE: metodo euristico.

AREE CURRICOLARI: Interdisciplinare, con particolare attinenza per le materie letterarie.

SVOLGIMENTO

Scegliete a caso 7 righe da 7 poesie diverse. Suggerisci agli studenti di lasciare libere le prime 7 righe del foglio, dove trascriveranno la poesia. Leggete quindi la prima riga alla classe; ciascuno studente dovrà trascriverla e commentarne brevemente il significato. Leggete quindi la prima e la seconda riga. Gli studenti trascriveranno la seconda riga e dovranno ora commentare il significato delle prime due righe. Leggete ora la terza riga; gli studenti trascriveranno la terza riga e dovranno ora commentare il significato delle prime tre righe. Procedete così fino a quando gli studenti avranno commentato le 7 righe insieme. Solo al termine delle 7 righe confesserete che la poesia è stata composta a caso da voi. Vi hanno tutti seguito nell’esperimento? Ci sono state lamentele? Commenti contrariati? Spiegate ora di cosa si tratta e riflettete insieme sui concetti di autorevolezza (quella che vi riconoscono gli studenti più maturi, che vi hanno seguito, ma fino a un certo punto!), di autorità (quella che esercitate sugli studenti che hanno proseguito in silenzio fino alla fine, affidandosi completamente al ruolo che avete nel gruppo), di ascolto attivo (dal momento che il leader proponeva un lavoro, tutti gli studenti, almeno all’inizio, hanno mostrato la massima disponibilità); cosa sarebbe accaduto se a proporre quel gioco fosse stato uno di loro? Se fosse stata una persona considerata “strana” o ritenuta di poco valore? Ci sarebbe stata la stessa disponibilità di ascolto?

UNITÀ DIDATTICA MINIMA:  2 ore

POSSIBILI APPROFONDIMENTI:

  • Analisi di articoli similari su argomenti sconosciuti e/o bizzarri pubblicati da testate molto diverse fra loro per autorevolezza: diamo loro lo stesso credito? Analisi di articoli scritti da giornalisti autorevoli: siamo capaci di senso critico?
  • Il peso dei sentimenti e dell’attrazione nell’attribuire all’amato-a qualità positive a volte inesistenti o nell’incapacità di riconoscere alcune qualità negative evidenti agli altri. Abbiamo forse perso il nostro senso critico?
  • Analisi di fatti di cronaca in cui emerge con chiarezza il mancato ascolto di una parte lesa a causa della poca autorevolezza riconosciutale. Il caso Cucchi ad esempio.
  • Analisi di fatti storici. La versione dei vincitori/la versione della popolazione civile vinta.
  • Analisi di situazioni capitate agli studenti: avevano importanti cose da dire e non sono stati ascoltati perchè “piccoli”, o non ancora “abbastanza grandi” per avere voce in capitolo.

NOTE. Il gioco è tratto dal libro di Marianella Sclavi Arte di ascoltare e mondi possibili.
Per quanto ruguarda il primo approfondimento, è una caratteristica abbastanza comune quella di dare molto credito a chi riveste un ruolo socialmente riconosciuto e di essere invece piuttosto sordi nei confronti di chi si trova ai margini; a proposito di testate autorevoli, riporto un fatto piuttosto divertente tratto da uno dei contributi di ricerca del convegno “Conoscere la Cina” (Torino, aprile 2000). Nel testo di Giorgio Mantici, Il giornalismo italiano e la Cina, l’autore riporta alcune scempiaggini che gli Italiani commettono o hanno commesso a proposito della Cina, un paese “esotico” che solo di recente abbiamo iniziato ad ascoltare con un po’ di attenzione. Nel testo si legge: “In Cina (come in Giappone e come anche in Ungheria) è usanza radicata che il cognome preceda il nome proprio; cosa questa che produce titoli di testa sui giornali italiani (come pure negli articoli che si srotolano sotto quelle incaute titolature), quando si tratta di personaggi provenienti da quell’esotico e sconosciuto pianeta, a dir poco imbarazzanti[…] Nessuno, probabilmente, si è stupito nel leggere su la Repubblica del 21 marzo 1999, a pagina 14, un titolo come: «Zemin, libera quei vescovi» accompagnato da un sottotitolo che legge: «Il Vaticano attacca il presidente cinese in visita in Italia». Il presidente cinese fa di cognome Jiang e di nome proprio Zemin, come il presidente americano fa di cognome Clinton e di nome Bill, l’unica differenza è che tutti sanno del secondo e nessuno del primo. Ma ciò che rende quel titolo oltre che imbarazzante, soprattutto assurdo è che nella stessa pagina 14 è pubblicata una corrispondenza da Venezia (prima tappa del viaggio italiano del presidente Jiang) di Renata Pisu, in cui si legge: «D’altra parte quello che il presidente Jiang (cognome) Zemin (nome personale) proprio non riesce a capire è perché in Italia i giornali lo chiamino per nome, cioè Zemin: loro in Cina non chiamano il nostro Scalfaro, con un confidenziale Oscar Luigi.[…]

 

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Foto credit by Steven Zucker

Sull'autrice

Laura Cipollini

Sono architetto, operatrice di Teatro Sociale® e docente di sostegno. Da ormai 15 anni, prima come esperta esterna ed ora come docente interna, faccio progetti inclusivi nelle classi. Nella sezione delle Attività didattiche troverai qualche spunto per affrontare le lezioni in modo diverso. Per esperienza posso assicurarti che le metodologie utilizzate sapranno coinvolgere TUTTI i tuoi studenti su qualsiasi argomento, più o meno ostico, tu voglia proporre. TUTTI senza eccezioni! Con risultati sorprendenti

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