Se lo studente ha origini...

Bosnia Herzegovina. Guerra di religione? Guerra etnica?

Ecco un esempio, a noi vicino, di drammatica manipolazione dei dati storici e, quindi, dell’informazione mediatica. Purtroppo non è l’unico caso, ma può essere paradigmatico per stimolare il pensiero critico degli studenti su quelle che oggi sono definite le nuove guerre.

Sfatiamo allora alcune convinzioni errate che nel corso della storia hanno avuto conseguenze disastrose..

Per i post relativi alla ex- Jugoslavia farò alcune sintesi della mia tesi di laurea.

La PRIMA DOMANDA che ci dobbiamo porre è: Quando pensiamo alla popolazione di Bosnia Erzegovina DI CHE ETNIE STIAMO PARLANDO?

Non si hanno ad oggi indicazioni certe circa il territorio di provenienza del popolo slavo delle origini. Di ceppo indoeuropeo, privi di scrittura sino ai secoli IX e X, la nostra conoscenza della storia anteriore a queste date si basa su fonti indirette. Durante i primi secoli del millennio sono soprattutto testimonianze romane a darci un’idea del mondo slavo, inevitabilmente immerse nello stereotipo che vedeva il barbaro crudele, rozzo e vendicativo. D’altra parte tale visione era una diretta conseguenza degli effetti che l’impatto con le nuove popolazioni aveva prodotto sull’unità del mondo antico, mandando in frantumi l’Occidente romano, separato in seguito dall’Oriente bizantino proprio a causa della discesa degli Slavi verso il sud dell’Europa.
In un lasso di tempo tutto sommato breve questa popolazione si era trovata costretta ad una continua ricerca di terre, sospinta dall’avanzata di nuovi invasori. (IV secolo – VII secolo).
E’ nella prima metà del VII secolo che entrano in scena due tribù dai nomi a noi noti: i croati, su invito dell’imperatore bizantino dell’epoca per combattere contro gli avari, e i serbi.

01 Bosnia La popolazione delle origini ok
L’area balcanica, come detto sopra, era a quest’epoca già dominio di popolazioni slave, distribuite sul territorio in piccole tribù.
Chi sono allora i bosniaci? Quale la loro origine? Croati o serbi? Avevano ragione i nazionalisti serbi o quelli croati quando parlavano di Grande Serbia o di Grande Croazia, intendendo con ciò l’intenzione di inglobare anche parti della Bosnia-Herzegovina?
Ci rendiamo conto che a questa domanda non possiamo rispondere perché è un nonsenso storico, non solo per l’assenza di certezze storiche rispetto alla loro localizzazione nelle prime fase della conquista, ma anche a causa delle successive vicende, caratterizzate da un avvicendarsi di poteri che nel corso del tempo hanno determinato flussi migratori anche di vastissima portata.
Sicuramente però possiamo affermare che i bosniaci provengono dallo stesso ceppo slavo dei serbi e dei croati. Di seguito ho elaborato una cartina che mostra le ondate successive che hanno portato le popolazioni slave ad insediarsi in quasi tutta la penisola balcanica.

La SECONDA DOMANDA che ci dobbiamo porre è: Quando pensiamo alla popolazione di Bosnia Erzegovina, e alla popolazione della ex-Jugoslavia in generale, SIAMO SICURI CHE SI POSSA PARLARE DI GUERRA DI RELIGIONE?

Come abbiamo visto nei post relativi alla penisola balcanica, e in particolare nel post La penisola balcanica. Morfologia, religione ed eredità ottomana, la particolare asperità del territorio bosniaco è stata da sempre una variabile di forte impatto sulla storia di questo paese. Vi sono ben quattordici montagne sopra i duemila metri ed il resto è quanto meno collinoso. Sin dai tempi delle conquiste slave la BiH si è caratterizzata come terra di confine, in cui i poteri centrali hanno sempre avuto grandi difficoltà nell’affermare la loro autorità. E’ la morfologia di questa terra ad incoraggiarne il localismo e l’autonomia.
Percorrendo la storia di questo paese ci si imbatte sin dalle origini nella delicata questione della Chiesa bosniaca, considerata eretica.
Fu nella seconda metà del XIX secolo che iniziarono a farsi strada tesi che sarebbero diventate, nel secolo successivo, argomentazioni strumentali dei movimenti nazionalisti, per sostenere la natura della Chiesa bosniaca come derivazione di quella cattolica o di quella ortodossa, e quindi della Bosnia come appendice dello stato croato (la popolazione era a netta maggioranza cattolica) o dello stato serbo (la popolazione era a netta maggioranza ortodossa).
La tesi più popolare fra la popolazione musulmana, invece, affermava una presunta conversione in massa dalla Chiesa (eretica) bosniaca all’islam come ultima sfida alle persecuzioni cristiane (sia cattoliche che ortodosse) e non, quindi, come atto di debolezza dei loro antenati di fronte all’invasore ottomano.
In realtà la Chiesa bosniaca non fu mai egemonica né chiesa di stato; priva di una razionale organizzazione sul territorio, essa aveva buoni rapporti con cattolici ed ortodossi. La geografia del territorio impedisce il disegno di una mappa medioevale in cui sia possibile tracciare i confini esatti delle regioni distinte per credo religioso; nel tempo e nello spazio i diversi gruppi mantennero o mutarono la propria fede senza seguire un disegno a macchia d’olio; le conversioni erano determinate più che altro dalla nascita di città, mercati, o dalla costruzione di un monastero. Il territorio montagnoso e le strade difficilmente percorribili rendevano assai ardua una capillare presenza sul territorio delle comunità ecclesiastiche, qualunque fosse il loro credo.
La Chiesa bosniaca manteneva la sua seppur debole presenza sul territorio al pari di quella ortodossa e di quella cattolico-cristiana, con cui, lo ribadiamo, era in buoni rapporti.
Ancora nel 1904, quindi dopo il periodo medievale, dopo secoli di dominazione ottomana e in piena dominazione austro-ungarica, un viaggiatore fu colpito dal fatto che musulmani e cristiani condividevano “la stessa credenza superstiziosa nel potere degli amuleti, che i musulmani spesso fanno benedire dai francescani e mettono sui vestiti o sul fez o fanno portare ai bambini attorno al collo: serpenti, pesci, artigli d’aquila, palchi di cervo e così via”.
Quanto ho scritto credo mostri con sufficiente chiarezza la struttura assai debole delle istituzioni religiose nel paese, fatto che aiuta a capire per quale motivo in BiH, sia prima sia dopo l’avvento dei turchi (seconda metà del XV secolo), fosse così pronunciato il fenomeno delle conversioni multi-direzionali.
A conclusione di questa breve sintesi è importante smentire un’altra tesi fuorviante; mi riferisco alla convinzione che la conquista turca avviò una conversione in massa della Chiesa bosniaca.
Innanzi tutto, grazie ai preziosi defter turchi arrivati sino a noi (il defter era lo strumento dell’anagrafe tributaria; esso registrava proprietà e possessore e classificava la popolazione secondo la religione), sappiamo che inizialmente la conversione fu graduale, caratterizzata da diverse fasi, diverse nella sostanza.

13 Proporzione relativa dei principali gruppi religiosi in Bosnia alla fine della dominazione ottomana
Non furono solo membri della Chiesa bosniaca a convertirsi all’islam ma anche ortodossi e cattolici, così come molte furono le conversioni alla religione cattolica ed ortodossa (conversioni multi-direzionali). E’ ovvio che non vi furono turchi musulmani a convertirsi al cristianesimo, loro erano i dominatori.
Chi sono allora i musulmani bosniaci? Abbiamo già visto che, in quanto bosniaci, non si può parlare né di Croati né di Serbi ma di Slavi.
Non ho approfondito alcuni temi ma tenendo conto di quanto detto e puntualizzando che:

  • l’avvento turco non determinò la conversione in massa della Chiesa bosniaca
  • nel corso dei secoli si è assistito, soprattutto in alcune aree geografiche, a conversioni multi-direzionali, a seconda dei poteri dominanti e delle convenienze
  • la chiesa bosniaca aveva somiglianze sia con la chiesa ortodossa che con quella cattolica

possiamo affermare che parlare di bosniaci serbi se di religione ortodossa, di bosniaci croati se di religione cattolica non ha giustificazione storica. Tale semplificazione da parte della comunità internazionale non ha fatto che alimentare interpretazioni nazionaliste che inseguono falsi miti.

E’ ormai diventata consuetudine parlare dei bosniaci in termini di bosniaci croati quando sono cattolici, bosniaci serbi quando sono ortodossi e bosniaci musulmani. Purtroppo gli studi storici che dimostrano la falsità di queste equazioni non sono mai stati fra i più popolari.

Se vuoi leggere il post successivo su questo tema vai qui

 

    1. Bosnia Herzegovina. Guerra di religione? Guerra etnica?
    2. Bosnia Herzegovina. Dall’epoca medievale alla dominazione ottomana. Queli eredità?
    3. BiH. La dominazione austro-ungarica (1878-1914)
    4. BiH. La prima guerra mondiale, il regno e la seconda guerra mondiale
    5. La Bosnia Herzegovina nella Jugoslavia di Tito
    6. La sporca guerra della ex- Jugoslavia
    7. Cosa sono le nuove guerre?

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Foto credit by Antonio Fassina

Sull'autrice

Laura Cipollini

Sono laureata in architettura e ormai da 10 anni faccio ricerca-azione nelle scuole, gli unici laboratori permanenti di cittadinanza attiva che abbiamo in Italia! Lavorando nella scuola pubblica ci si rende conto che non abbiamo bisogno di viaggiare per scoprire il mondo, il mondo è nelle nostre classi. Ciò significa affrontare quotidianamente situazioni molto più complesse rispetto al passato, sia da un punto di vista relazionale sia da un punto di vista didattico. Su questo sito desidero condividere la mia esperienza.. con l’auspicio che diventi un luogo di confronto su temi oggi relegati purtroppo nelle aule scolastiche..

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