Se lo studente ha origini...

BiH. La dominazione austro-ungarica (1878 – 1914)

Vediamo in sintesi quali furono i cambiamenti, le novità e i caratteri di continuità di questo periodo storico in relazione al precedente.

L’annessione della Bosnia Herzegovina all’impero fu legata più al timore di veder ingrandire gli stati limitrofi che ad un reale interesse; se l’Impero ottomano avesse infatti garantito indefinitamente il proprio potere sul territorio gli austriaci non se ne sarebbero occupati.
Ulteriore problema era se assegnare la Bosnia Herzegovina all’Austria o all’Ungheria, questione risolta facendola diventare un territorio dell’impero, senza dipendere direttamente né dall’Austria né dall’Ungheria.
La tanto agognata e promessa riforma agraria non venne attuata, determinando, nel primo decennio del Novecento, un flusso migratorio di vaste proporzioni verso terre più ospitali, tra cui spicca, come per molti altri emigranti europei, il mito americano.
Contemporaneamente, nell’ambito della politica agricola, fu incoraggiato tramite incentivi economici l’insediamento di coloni stranieri provenienti dall’impero asburgico, provocando non poco risentimento tra la popolazione bosniaca tanto che, quando nel 1910 si costituì per la prima volta il parlamento, fu richiesta la sospensione degli incentivi. Con questa operazione, comunque, circa 10.000 persone si fusero con la popolazione slava bosniaca, incrementata inoltre dalla moltitudine di amministratori e uomini d’affari, austriaci ed ungheresi, che, pur non insediandosi in pianta stabile, costituivano una presenza poco gradita. In realtà non ci fu mai una seria politica di colonizzazione di massa ma un afflusso sufficiente a ricordare alla popolazione bosniaca di essere sotto una specie di governo coloniale.
La fase di passaggio tra le due dominazioni decretò per la BiH il cambiamento demografico più consistente degli ultimi quattrocento anni.
E’ in questo contesto che le autorità austro-ungariche, per alleviare la tensione, come aveva sempre fatto il sistema di dominazione ottomana, permisero a ciascuna comunità religiosa di avere proprie istituzioni, per esempio le scuole.
Il giudizio storiografico sul quarantennio austriaco è ancora oggi controverso; certo è che le riforme introdotte furono tese a regolarizzare, da un punto di vista austriaco, istituzioni precedenti di origine musulmana.
La struttura amministrativa preesistente assunse semplicemente nuove denominazioni; le vere differenze risiedevano nella burocrazia, in Austria molto più ramificata. Ai 120 funzionari ottomani si sostituì, infatti, una classe di burocrati che nel 1908 raggiunse il numero esorbitante di 9533 unità!
Nonostante numerose migliorie apportate su diversi fronti, pensiamo alle infrastrutture nel settore delle comunicazioni, la dominazione austro-ungarica si connotò per una sostanziale continuità con il sistema precedente, concentrando le trasformazioni più notevoli nei centri urbani, Sarajevo in primis. Tuttavia, la dominazione austriaca non lasciò in eredità le basi per uno sviluppo industriale e finanziario; l’economia rimase infatti ancorata ad un’agricoltura di sussistenza che non riuscì a svincolarsi dai secolari rapporti conflittuali tra i diversi gruppi religiosi, sebbene fossero cambiati i rapporti di forza.
Durante l’Impero austro-ungarico di particolare delicatezza furono le relazioni tra le varie componenti religiose: quella cattolica, minoritaria, divenne il referente religioso del nuovo governo.
Uno dei temi più spinosi fu quello delle conversioni dei musulmani;
Per motivi di sicurezza nel 1908 si decise la definitiva annessione della BiH all’impero, una mossa politica che alimentò la nascita di partiti ed associazioni di vario stampo, tra cui la famosa Mlada Bosna, nata con una forte connotazione nazionalista filo serba e divenuta in seguito, come affermò Gavrilo Princip al processo, più genericamente filoslava, raccogliendo tra le proprie fila gli oppositori antiasburgici croati, serbi ed anche qualche musulmano.
Quando nel 1912 la prima guerra balcanica vide la Serbia ed il Montenegro vittoriosi sulla Turchia per il possesso del sangiaccato di Novi Pazar, del Kossovo e della Macedonia, il governo austro-ungarico dichiarò lo stato d’emergenza. La pace di Londra sembrò placare gli animi ma ad essa seguì la seconda guerra balcanica, che vedeva contrapposti i due stati vincitori, e brutale fu la politica antiserba intrapresa dal generale Potiorek. In questo clima, con incredibile leggerezza, l’arciduca Francesco Giuseppe fissò la sua visita a Sarajevo il 28 di giugno, data dell’anniversario della battaglia del Kossovo, il giorno più sacro nel calendario del nazionalismo serbo. Ciò che accadde è ben noto, anche se ancora oggi gli storici discutono se a provocare l’assassinio furono il nazionalismo serbo o lo Jugoslavismo, le società segrete serbe o una semplice iniziativa locale.

Se vuoi leggere il post successivo su questo paese vai qui

  1. Bosnia Herzegovina. Guerra di religione? Guerra etnica?
  2. Bosnia Herzegovina. Dall’epoca medievale alla dominazione ottomana. Queli eredità?
  3. BiH. La dominazione austro-ungarica (1878-1914)
  4. BiH. La prima guerra mondiale, il regno e la seconda guerra mondiale
  5. La Bosnia Herzegovina nella Jugoslavia di Tito
  6. La sporca guerra della ex- Jugoslavia

Aiutami ad arricchire questo post con il tuo  contributo!

Lascia un commento, una riflessione, una critica..

Sull'autrice

Laura Cipollini

Sono laureata in architettura e ormai da 10 anni faccio ricerca-azione nelle scuole, gli unici laboratori permanenti di cittadinanza attiva che abbiamo in Italia! Lavorando nella scuola pubblica ci si rende conto che non abbiamo bisogno di viaggiare per scoprire il mondo, il mondo è nelle nostre classi. Ciò significa affrontare quotidianamente situazioni molto più complesse rispetto al passato, sia da un punto di vista relazionale sia da un punto di vista didattico. Su questo sito desidero condividere la mia esperienza.. con l’auspicio che diventi un luogo di confronto su temi oggi relegati purtroppo nelle aule scolastiche..

Lascia un commento