Attività didattiche

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ASCOLTO ATTIVO. Complessità, percezione di sè, percezione di sè in relazione agli altri.

A CHI SI RIVOLGE: Studenti di 11-18 anni.

DOVE SI SVOLGE: In aula, nell’ambito del gruppo classe.

OBIETTIVI:

  • stimolare l’esplorazione della propria complessità
  • stimolare l’acquisizione di strumenti critici
  • stimolare la percezione di sè
  • stimolare l’accettazione dei propri e degli altrui limiti
  • stimolare le competenze di cittadinanza attiva:
    • comunicare e comprendere;
    • collaborare e partecipare;
    • individuare collegamenti e relazioni;
    • agire in modo autonomo e responsabile;
    • acquisire ed interpretare l’informazione;
    • risolvere problemi.

METODOLOGIE:  Ragionamento critico, lavoro di gruppo.

AREE CURRICOLARI: Interdisciplinare.

SVOLGIMENTO:

Consiglio di svolgere questa attività didattica dopo aver visto insieme agli studenti il film Il figlio dell’altra ed averne analizzato le tematiche come suggerito qui. Il testo che andrete a leggere ora non è affatto semplice. Ciò significa che sarà necessario il vostro supporto affinchè i concetti di base, spiegati e ripetuti da voi con frasi brevi e chiare, siano afferrati dalla classe.  Si tratta di una sintesi semplificata di un testo di psicologia sul significato dell’umiltà. Ovviamente, se lo ritenete opportuno, potete semplificare ulteriormente.

Dividi la classe in piccoli gruppi da 3-4 persone, dai una copia del testo a ciascuno studente e inizia la lettura ad alta voce. Ripeti ogni frase in modo diverso,  utilizzando però sempre alcune parole chiave del testo originale. Queste parole chiave, che puoi far sottolineare dagli studenti durante la lettura o mettere tu direttamente in neretto nel testo (come qui di seguito), saranno importanti per far ricordare  agli studenti  le spiegazioni quando dovranno lavorare in gruppo.

20 MIN.

Prima di iniziare la lettura, suggerisci agli studenti di sottolineare con un colore le parti che li colpiscono maggiormente e/o di sottolineare con un altro colore le frasi che non hanno capito bene  nonostante la lettura-spiegazione fatta in classe. Forse è scontato, ma ci tengo a dire che naturalmente, quando si andranno a spiegare il senso di inferiorità e di superiorità come facce della stessa medaglia, bisognerà sottolineare il fatto che sono sentimenti molto comuni nelle persone che si stanno formando, come sono loro.

L’UMILTA’

L’umiltà può essere vista come la capacità di riconoscere ed indagare la Verità su di sé. È la virtù che porta alla consapevolezza della propria identità, dei propri limiti e della propria forza, che permette di entrare in una vera relazione con gli altri. Essere umili significa inconsciamente amare il prossimo come esperienza di vita, sentimentale, lavorativa e sociale senza alcuna distinzione o disparità.

L’umiltà è la capacità di non sfuggire le avversità o le difficoltà esistenziali e, per questo motivo,  ha un  significativo  ruolo nel percorso di crescita. Senza di essa la persona è portata  a negare o a  rimuovere le proprie mancanze ed a mentire su ciò che non apprezza di se stessa. Senza l’umiltà non si fa altro che mettersi maschere da “eletti ed evoluti” con comportamenti finti e recitati che corrispondono all’idea distorta di come dovrebbe essere una persona “realizzata”.

D’altra parte come pensare di essere “speciali” se nel corso della vita, inesorabilmente e con frequenza, si è a contatto della propria fragilità, dei propri conflitti, dei propri limiti?

In questa  fragilità dell’essere umano l’umiltà dona, inoltre, la virtù di soccorrere, risollevare e far intravedere che si è anche grandi grazie alla capacità di procedere passo dopo passo nella via che conduce verso una sempre maggior evoluzione, nonostante i nostri limiti e le nostre  carenze.

Da un punto di vista psicologico l’umiltà si pone sulla sottilissima linea che separa il complesso d’inferiorità (non sentirsi all’altezza delle aspettative, ad esempio) dal complesso di superiorità, il senso di nullità e insufficienza dal senso di onnipotenza.

Il complesso d’inferiorità e di superiorità sono di solito entrambi presenti nell’uomo. La mancanza di umiltà favorisce nella psiche l’intrecciarsi tra loro di questi due complessi. Nella persona che si pavoneggia e si  esalta si può, con certezza, sospettare la presenza del sentimento d’inferiorità che fa di tutto per nascondersi. Allo stesso modo, chi ostenta inferiorità spesso è mosso dal bisogno di superiorità, che tenta di gestire coprendosi il capo di cenere. Nell’individuo che soffre d’inferiorità, inoltre, spesso si producono processi psichici compensatori. Dipende dalle esperienze esistenziali e dai condizionamenti infantili se, nel tentativo di dominare i due complessi che lo imprigionano, ricorrerà alla prepotenza o al pianto; dei due complessi sceglierà inconsciamente quello che, in precedenza, si è rivelato più efficace per raggiungere i suoi scopi.

L’umile non abbassa la testa davanti a nessuno e nello stesso tempo non permette a nessuno di abbassare la testa davanti a lui. Raggiunta l’umiltà, si affronta il superamento non solo dei complessi d’inferiorità e di superiorità, ma si riesce anche a testimoniare con gioia la propria presenza nel mondo e si scopre il proprio valore nella specificità che lo caratterizza.

Terminata la lettura del testo gli studenti procederanno con il lavoro di gruppo:

20 min. Gli studenti dovranno rivedere insieme il testo. Se qualcuno non ha capito bene alcuni passaggi, i suoi compagni dovranno spiegare il concetto. Le domande su cui dovranno confrontarsi sono:  Quali sono i passaggi che ti hanno maggiormente colpito? Perchè?

15 min. Ciascun gruppo nominerà un rappresentante che riassumerà le opinioni emerse nel gruppo e le riflessioni fatte.

15 min. La domanda su cui dovranno confrontarsi è: credi che i rapporti all’interno della classe siano guidati da una sana umiltà? Si…..No….Perchè?

15 min. Ciascun gruppo nominerà un rappresentante (diverso da prima) che riassumerà le opinioni emerse nel gruppo e le riflessioni fatte.

1 min. Domanda del docente agli studenti, che dovranno rispondere per alzata di mano:  facendo un’analisi delle vostre emozioni e dei vostri comportamenti, qualcuno pensa di riconoscere in se stesso un senso di inferiorità e/o di superiorità?

30 min. Domanda del docente agli studenti: superiorità, inferiorità o entrambi? Come si manifesta? Come credete influenzi il vostro rapporto con gli altri? Gli studenti risponderanno per alzata di mano. Confronto in classe.

UNITA’ DIDATTICA MINIMA

  • 2 ore in aula;
  • possibili rielaborazioni a casa:
    • facendo un’analisi delle tue emozioni e dei tuoi comportamenti, pensi di riconoscere in te un senso di inferiorità e/o di superiorità?  Come si manifesta? Come credi influenzi il tuo rapporto con gli altri?
    • quale frase ti ha maggiormente colpito/a del testo letto in classe? Perchè?

NOTA: per mia esperienza, se gli studenti non sono abituati a lavorare in gruppo, il rischio di non riuscire a stare nei tempi è forte. Nessun problema, ci vorrà più tempo ma ne varrà la pena!! Oppure potete “allenarli” con l’attività Imparare ad apprendere con il lavoro di gruppo

Sull'autrice

Laura Cipollini

Sono laureata in architettura e ormai da 10 anni faccio ricerca-azione nelle scuole, gli unici laboratori permanenti di cittadinanza attiva che abbiamo in Italia! Lavorando nella scuola pubblica ci si rende conto che non abbiamo bisogno di viaggiare per scoprire il mondo, il mondo è nelle nostre classi. Ciò significa affrontare quotidianamente situazioni molto più complesse rispetto al passato, sia da un punto di vista relazionale sia da un punto di vista didattico. Su questo sito desidero condividere la mia esperienza.. con l’auspicio che diventi un luogo di confronto su temi oggi relegati purtroppo nelle aule scolastiche..

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