Attività didattiche Libri

Siria: un’occasione per costruire inclusione in classe

Come possiamo fare?

In questi ultimi tempi siamo spesso esposti a paure che si ripercuotono subdolamente nelle nostre dinamiche relazionali quotidiane..e quindi, consciamente o inconsciamente, anche nelle interazioni con gli studenti, coinvolti anch’essi in prima persona. Vorrei quindi consigliare un libro che può aiutarci a fare chiarezza su l’ennesima occasione mancata.
Mi riferisco al libro di Shadi Hamadi, un giovane uomo italo-siriano di cui forse avrai letto gli articoli sul Fatto quotidiano. Hamadi, nato e cresciuto in Italia, è figlio di un esiliato politico siriano approdato nel nostro paese dopo varie vicissitudini. Il libello a cui mi riferisco si intitola La felicità araba. Scorrevole e appassionante, il testo è stato concepito in due parti.

Nella prima parte, in modo estremamente chiaro, si ripercorre la storia recente della Siria focalizzando l’attenzione sulle dinamiche politiche e sociali che nel corso del tempo hanno visto contrapporsi alle forze di potere, sostanzialmente anti-democratiche, movimenti e partiti accomunati dalla volontà di costruire un paese democratico in cui tutti i cittadini si riconoscessero. Al sintetico racconto storico fanno da contrappunto le vicende del padre e della sua famiglia.
Sebbene si tratti di contesti molto diversi fra loro, in questa prima parte ho trovato numerose similitudini con quanto accaduto durante l’ultimo conflitto balcanico; mi riferisco in particolare a ciò che è successo in Bosnia-Erzegovina e alla perdurante cecità che continuano a dimostrare i governi nel non saper/voler riconoscere e valorizzare, fra le parti in conflitto, gli interlocutori che possano garantire un percorso autonomo di costruzione democratica. Eppure, come afferma Kaldor, l’analisi del fallimento compiuto dalla comunità internazionale in BiH ci ha insegnato che esiste solitamente, in queste “nuove guerre”, una società civile, e politici non minoritari, apertamente contraria al conflitto armato: è di estrema importanza quindi capire quali siano i soggetti con cui la Comunità internazionale dovrebbe interloquire. Questo suggeriva Mary Kaldor nel 1999. INVECE NO, la storia delle tragedie altrui non insegna nulla..anche perchè gli interessi che sovrastano il benessere della società civile locale vanno ben oltre i confini nazionali.. Paradossalmente, come cittadini, possiamo  constatare che le nostre paure, gli stereotipi, le proiezioni che facciamo su alcune aree geografiche sembrano rendenderci complici di quella stessa degenerazione che temiamo: l’avanzare del fondamentalismo islamico. Parlo usando il plurale perchè, indipendentemente da quale sia la nostra posizione politica, siamo tutti almeno in parte influenzati da una rappresentazione occidentale dell’oriente e dell’Islam che E. Said, per primo, descrisse nel suo libro Orientalismo.

Nella seconda parte del libro Hamadi da voce ad alcuni cittadini siriani attraverso interviste o racconti di vita.

Perchè un docente dovrebbe desiderare di leggere questo libro?

Perchè la guerra in Siria, oggi strettamente legata nel nostro immaginario al terrorismo ed al fondamentalismo islamico, sta divenendo una pericolosa occasione mediatica per alimentare paure, stereotipi e atteggiamenti di chiusura che non giovano a nessuno.

Il libro è breve, chiaro e si legge d’un fiato.  Nel corso del testo troverai anche link a siti che potrai consultare. Naturalmente sono in inglese. Eccone alcuni:

http://muftah.org/

https://rfdb.wordpress.com/

https://razanghazzawi.org/about/

Cosa possiamo fare allora,  nel microcosmo classe, per dar vita a un dialogo che non tema tabù? Come sfruttare questa lettura per stimolare inclusione, spirito critico, conflitti creativi?

Suggerisco di “copiare” l’esempio che troverai qui, facendo tutte le modifiche necessarie. L’attività a cui si fa riferimento serve solo per impostare l’organizzazione della lezione. A seconda dell’età degli studenti potrai scegliere il grado di approfondimento. Ci tengo a dire, per esperienza personale, che già in terza elementare gli studenti sono perfettamente in grado di comprendere i concetti di fondo. Utilizzando le informazioni che troverai nel libro di Hamadi, scegli sulla rete alcune foto di luoghi rappresentativi intorno a cui organizzere i  racconti degli abitanti.

Perchè è così importante questo percorso didattico?
Vorrei rispondere con alcune domande. Con quali stereotipi culturali si stanno confrontando i nostri studenti? Hanno gli strumenti per elaborare un pensiero critico? E per quanto riguarda gli studenti musulmani, a quali e quanti soprusi quotidiani stanno facendo fronte? Qual è la percezione di sè che viene loro restituita dalla società in cui stanno crescendo? Quali frustrazioni stanno affrontando? A quali verità storiche potranno credere crescendo, se abbiamo fatto poco o nulla per creare inclusione e pensiero critico rispetto a temi che, volenti o nolenti, li coinvolgono in prima persona?

Lo so, non è facile..ma, come rispondeva Eco a suo nipote, “si deve fare!”.

Immagine di copertina

Sull'autrice

Laura Cipollini

Sono laureata in architettura e ormai da 10 anni faccio ricerca-azione nelle scuole, gli unici laboratori permanenti di cittadinanza attiva che abbiamo in Italia! Lavorando nella scuola pubblica ci si rende conto che non abbiamo bisogno di viaggiare per scoprire il mondo, il mondo è nelle nostre classi. Ciò significa affrontare quotidianamente situazioni molto più complesse rispetto al passato, sia da un punto di vista relazionale sia da un punto di vista didattico. Su questo sito desidero condividere la mia esperienza.. con l’auspicio che diventi un luogo di confronto su temi oggi relegati purtroppo nelle aule scolastiche..

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